Costanza Miriano disdice Disney + perché «non apprezza che faccia propaganda LGBT»

di Ilaria Roncone | 06/05/2020

  • Costanza Miriano ha cancellato il post per via degli insulti ricevuti (edit: sostiene di averlo resto visibile sono agli amici)

  • La situazione è stata poi approfondita tramite un paio di post sulla sua bacheca

  • Un altro esempio di chi valica il confine tra libertà di espressione e incitamento all'odio

Costanza Miriano, giornalista (La Verità, Il Foglio) e autrice classe 1970, ha postato uno screen in cui sottolinea di aver disdetto l’abbonamento alla piattaforma Disney + perché «non apprezzo che la Disney faccia propaganda LGBT». Il post in questione è scomparso – complici i moltissimi commenti e gli insulti ricevuti – ma la donna ha pubblicato delucidazioni in merito alla questione su Facebook. Tra i vari commenti, la donna si è sentita dire: «è colpa di quelli come me se gli omosessuali si suicidano». La Miriano ha attribuito il gesto fatto da alcune persone LGBT a «una sofferenza profonda». Indubbiamente ha ragione, ma non per le motivazioni che traspaiono dalle sue parole.

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Abbonamento Disney + disdetto perché fa propaganda LGBT

L’autrice ha disdetto l’abbonamento perché – a suo dire – Disney + proporrebbe contenuti di propaganda per la cultura LGBT – o meglio, LGBTQ. La donna ha poi spiegato in due post successivi alla pubblicazione dell’immagine che ha dovuto bloccare le persone per gli insulti ricevuti in merito allo screen. «Non c’è nessuno stigma sociale verso l’omosessualità», afferma la donna, e «un omosessuale che si suicida perché io disdico l’abbonamento a qualcosa a pagamento che non mi interessa vedere lo vorrei proprio conoscere». Parla poi di «mainstreaming», intendendo che essere a favore della cultura LGBTQ sia il pensiero dominante oggi. Aggiunge: «C’è una condanna sociale contro chi esprime un pensiero non allineato sull’argomento, come ha ribadito nel suo libro intervista anche Joseph Ratzinger».

Il punto non è l’abbonamento disdetto ma il messaggio sotteso

Partiamo dal presupposto che rispondere a questa provocazione con insulti – come afferma all’inizio del post la Miriano – è sbagliato. All’odio non si risponde con l’odio ma con ragionamenti sensati. Quello che proviamo a fare, seppur consapevoli di quel «battute sulle emorroidi – tema che pare avere una particolare attrattiva su un certo tipo di utenza, chi sa perché -». All’affermazione fatta dalla donna per motivare la disdetta consegue una precisa presa di posizione in merito all’esistenza delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer. Il messaggio è sottinteso ma chiarissimo: non approvo che la “cultura LGBTQ” venga veicolata nei contenuti pubblicati sulla piattaforma Disney, probabilmente in riferimento al fatto che tra gli utenti ci sono moltissimi bambini. Che senso ha una tale affermazione se non si vuole intendere che gli omosessuali siano depravati, di cattivo esempio, innaturali e tutto il resto che siamo abituati a sentire dalla bocca di certi individui? Il confine tra libertà di espressione e incitamento all’odio non è poi così sottile come a molti piace credere, seppure saper utilizzare le parole giochi a favore di quelli del “non sono omofobo ma…”. La «condanna sociale contro chi esprime un pensiero non allineato sull’argomento» di cui parla la Miriano – quella che non passa per gli insulti – altro non è che una libera affermazione dell’essere che non danneggia altre persone. Parlare di propaganda LGBT, invece, stigmatizza un’intera categoria.

 

(Immagine copertina dal profilo Facebook della Miriano)