Coprifuoco per coronavirus in Italia, cosa c’è di vero

L'idea si sta facendo strada nel governo, prendendo come modello quello che succede in Francia

di Redazione | 16/10/2020

coprifuoco per coronavirus

Davvero c’è una possibilità di un coprifuoco per coronavirus in Italia? In realtà sì, e anche in maniera concreta. Perché, al momento, la situazione dei contagi è allarmante e il governo sta studiando delle misure più severe senza dover per forza arrivare al lockdown. Al momento, si stanno ancora valutando – ma è troppo presto per farlo – gli effetti dell’obbligo delle mascherine all’aperto e della raccomandazione di non invitare più di sei persone nelle abitazioni private. Ma tra qualche giorno, il coprifuoco potrebbe essere la contromisura principale per fronteggiare un costante aumento dei casi.

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Coprifuoco per coronavirus, come funzionerebbe

Il modello del coprifuoco per coronavirus è la Francia. Nelle ultime 48 ore, Emmanuel Macron – con un discorso al Paese – ha parlato del divieto di uscire in strada dalle 21 alle 6 del mattino. Il tutto per la durata di quattro settimane. Macron lo ha fatto a fronte di una curva di contagi che nelle ultime ore ha subito un’impennata inarrestabile, con 30mila casi al giorno (l’ultimo dato del 15 ottobre aveva proprio queste proporzioni).

La misura vale per la zona di Parigi, per Grenoble, Lille, Lione, Aix-Marseille, Montpellier, Rouen, St Etienne e Tolosa: chiunque violi il coprifuoco è soggetto a una multa da 135 euro. La misura è accompagnata da compensazioni economiche per tutti quei settori – dalla ristorazione, ai cinema, passando per i trasporti privati – che avranno delle ricadute in seguito al coprifuoco.

Coprifuoco per coronavirus, chi è d’accordo e chi no

Questo è l’impianto generale, che l’Italia potrebbe seguire, sebbene con alcune modifiche. L’orario di partenza del coprifuoco potrebbe essere spostato avanti di circa un’ora rispetto all’inizio in Francia: in Italia, sarebbe possibile una misura a partire dalle 22. Occorrerà valutare se sarà costruito un impianto simile anche per quanto riguarda multe e compensazioni economiche.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarebbe possibilista su questa ipotesi, caldeggiata anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. C’è tutta un’ala del governo intransigente sulle misure anti contagio, mentre alcuni ministri sarebbero propensi ad adottare misure più soft. Il tutto, comunque, per scongiurare il rischio di un nuovo lockdown.