Sfruttano l’Europol e il nome di Catherine De Bolle per rubare denaro via mail dopo un’accusa di pedopornografia

Le mail di scam hanno raggiunto diversi indirizzi mail italiani in questo periodo: il caso era già stato analizzato da CERT-Agid

29/03/2022 di Gianmichele Laino

Scorrere la mail e ritrovarvi, al suo interno, una sorta di convocazione, con il logo di Europol e il nome – scritto bene in evidenza – del direttore generale Catherine de Bolle. È l’esperienza che centinaia di utenti in Italia hanno fatto (o stanno facendo in questi giorni): si tratta di un vecchio trucco per perpetrare una truffa online, che abbia come destinatari diversi indirizzi mail frutto di campagne di scraping realizzate nei mesi precedenti. Alcuni indirizzi improbabili (ai quali ci si invita a rivolgersi per risolvere il problema enunciato all’interno della convocazione) sono già stati segnalati alle autorità competenti e – nonostante questo – la truffa continua a girare, imperterrita e – a quanto pare – impunita.

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Convocazione Europol: la mail è una truffa

La mail riesce ad aggirare l’ostacolo del filtro spam e finisce nella casella di posta principale. Ecco perché in tanti hanno avuto modo di leggerla. L’allegato contenuto al suo interno appare – all’occhio inesperto – inquietante: la persona che riceve questa presunta convocazione viene accusata di: sollecitazione online (sic) ed estorsione sessuale; sito pornografico (sic); cyberpornografica (sic); pedofilia ed esibizionismo. Come si può vedere – lette fuori da uno stato d’ansia – queste accuse risultano essere assolutamente non corrispondenti alla corretta dicitura con cui vengono indicati i reati di questa area.

convocazione Europol

Nella mail ci sono anche una serie di dettagli che cercano di conferire alla comunicazione una sorta di aura ufficiale, come – ad esempio – coordinate geografiche del luogo in cui è situata la sede dell’Europol, il numero di dipendenti e il budget annuale a disposizione. Il tutto viene completato con un testo scritto in un italiano più che approssimativo e con la contraffazione di firme e di timbri.

La mail non si presenta soltanto in questa forma: anche altri moduli, in passato, sono stati utilizzati al medesimo scopo. Nel 2017, addirittura, la convocazione sarebbe stata firmata non da Catherine de Bolle, ma dall’italiano Franco Gabrielli. Per le reiterate segnalazioni, il Computer Emergency Response Team che opera all’interno di AgID, l’agenzia per l’Italia digitale, ha voluto effettuare alcuni approfondimenti, per cercare di capire lo scopo della truffa. E quest’ultima è stata messa in piedi per finalità estorsive.

Rispondendo alla mail, infatti, CERT-AgID ha ottenuto immediatamente una risposta, con una seconda mail all’interno della quale si prospettavano due ipotesi per la risoluzione della questione: un procedimento giudiziario o una risoluzione amichevole. Quest’ultima, ovviamente, consisteva nell’invio – da parte dell’utente – di una certa somma di denaro (oltre 18mila euro) al tenente Micaela Vieira, presentata come fantomatico riferimento di un altrettanto fantomatico «servizio contabile e finanziario dell’Europol». Tuttavia, la cifra non è sempre la stessa e può variare anche di diverse migliaia di euro.

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