Così non fan tutti: quali sono i social dove gli influencer guadagnano di più

Il grande calo di popolarità (e non solo) di Facebook ha aperto ad alternative commercialmente migliori per chi guadagna attraverso le piattaforme

11/01/2024 di Enzo Boldi

Anche se le dinamiche della concorrenza e del mercato hanno portato le piattaforme a rincorrere (e offrire agli utenti dei servizi e delle soluzioni in stile “copia&incolla), non tutti i social network sono uguali. Soprattutto in termini di appeal, tendenze e riflessi sulla rimuneratività per chi lavora e guadagna condividendo con i propri follower – e, più in generale, con la sterminata platea di internet – contenuti di ogni tipo. Un tempo c’era solo Facebook, ma con il passare degli anni le dinamiche e le gerarchie per quel che riguarda i compensi degli influencer e dei content creator è drasticamente cambiata.

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In un’epoca in cui le piattaforme di social networking hanno velocemente avvicinato (in alcuni casi hanno già effettuato il sorpasso) i cosiddetti media tradizionali, nuove professioni sono nate all’interno dell’ecosistema digitale, con tanto di riconoscimento economico da parte delle stesse piattaforme che, sfruttando il sistema a doppio filo che parte delle visualizzazioni – più in generale dall’engagement – e arriva ai contenuti sponsorizzati, sono riuscite a ritagliarsi uno spazio incredibile nel settore delle pubblicità. L’evoluzione dell’influencer marketing, seppur ancora giovane, è in continuo cambiamento, come confermano gli andamenti dei compensi influencer.

Compensi influencer, quali sono i social più rimunerativi

Se il valore di mercato degli influencer è in costante aumento da anni, in questo stesso lasso di tempo sono cambiati molti di quei paradigmi che sembravano non poter essere scalfiti. Basti pensare al crollo, quasi verticale, registrato nell’ultimo triennio del primo social network (in chiave moderna, escludendo l’epopea dei micro-blog) di successo della storia. Parliamo di Facebook che, stando anche alle ultime rilevazioni di DeRev, non ha visto solamente un drastico calo nell’utilizzo da parte degli utenti (con i più giovani che hanno fin da subito preferito soluzioni alternative), ma anche una vertiginosa discesa per quel che riguarda i compensi influencer.

Già tra il 2021 e il 2022, la prima piattaforma social creata da Mark Zuckerberg aveva segnato il passo: -35% (su base annua) per quel che riguarda il mercato dei content creator. E nel 2023 la situazione non è migliorata, con un ulteriore calo del 13% rispetto all’anno precedente. Insomma, un insuccesso diffuso non solo su scala nazionale, ma globale. D’altronde, nel giro di un lustro abbiamo visto come la piattaforma abbia completamente perso la presa sul pubblico. Di fatto, chi ha voluto e vuole ancora guadagnare attraverso i social network, difficilmente affiderà le sue fortune a Facebook.

Il caso Instagram e TikTok

Il listino dei compensi degli influencer figlio dell’analisi di DeRev sottolinea una novità rispetto allo scorso anno: nonostante YouTube sia la piattaforma che, di base, fa guadagnare di più i content creator per i loro video, nel 2023 non è stato registrato alcun dato in rialzo rispetto ai 12 mesi precedenti. Il discorso, invece, è molto diverso per quel che riguarda Instagram e TikTok che, però, seguono due percorsi differenti. Il “social delle foto” (di proprietà di Meta) si conferma come la piattaforma preferita per fare influencer marketing: nel 2023, c’è stato un aumento del 14,5% nei guadagni degli influencer per chi ha fino a 300mila follower. Questa crescita, però, non è uguale per tutti: chi ha tra 1 e 5 milioni di follower ha registrato (in linea generale, come media) “solamente” l’1,8% in più rispetto al 2022. Su TikTok, il paradigma è diametralmente opposto: chi ha più follower (tra i 300mila e 1 milione), ha registrato un aumento del proprio compenso pari al 10,5%, superiore rispetto a chi ne ha meno.

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