Il Codacons si scaglia contro Chiara Ferragni: «Se confermata a Sanremo, intenteremo una causa legale»

di Gaia Mellone | 03/12/2019

Il Codacons si scaglia contro Chiara Ferragni: «Se confermata a Sanremo, intenteremo una causa legale»

Aleggia ancora molto mistero su chi sarà ad affiancare Amadeus nella conduzione del prossimo festival di Sanremo: molto si era detto sulla possibilità che fosse Tiziano Ferro ad essere co-conduttore sul palco dell’Ariston, ma il cantante ha smentito spiegando che parteciperò ma non in quella veste. Un altro nome molto quotato è quello di Chiara Ferragni, ma si tratta ancora una volta di voci non confermate. Nel dubbio però, il Codacons è intervenuto, spiegando di essere pronto ad andare per vie legali se l’imprenditrice digitale dovesse essere realmente ingaggiata.

Il Codacons si scaglia contro Chiara Ferragni: «Se confermata a Sanremo, intenteremo una causa legale»

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Chiara Ferragni sta vivendo il grande successo del documentario sulla sua vita “Chiara Ferragni unposted”. Il film è da venerdì 28 novembre disponibile anche on demand sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video, dove sta replicando il consenso ottenuto in tutto il mondo. Chi la critica, chi la adora: l’importante al tempo delle carriere sul web, ma non solo, è che se ne parli. La carriera di Chiara Ferragni potrebbe però continuare ancora al di fuori del piccolo display dello smartphone: dopo il debutto sui grandi schermi, potrebbe essere l’imprenditrice digitale a fare compagnia agli italiani tramite il piccolo schermo durante il prossimo festival di Sanremo. Il suo nome è infatti tra i più quotati per affiancare Amadeus nella conduzione, ma nulla è stato confermato. Il Codacons ha però annunciato che, «qualora sia confermato il suo ruolo a Sanremo», «siamo pronti ad intentare una causa legale contro la Rai e ad impugnare dinanzi alla Corte dei Conti e alla Procura il contratto di ingaggio». Nel comunicato divulgato il primo dicembre si legge che il motivo per cui la scelta sarebbe sbagliata risiede nel fatto che l’azienda «dovrebbe individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico, costituito in prevalenza da giovani». Chiara Ferragni scrive il Codacons, «è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network, con particolare riferimento all’utilizzo che la stessa fa su Instagram del proprio figlio, utilizzato a scopo commerciale per promuovere marchi e prodotti vari, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy».

La replica di Chiara Ferragni: «Sono rammaricata»

Chiara Ferragni è dunque scesa in campo per difendersi. «Sono molto colpita dal tempo e dall’aggressività che nelle ultime settimane il Codacons ha destinato alla mia persona e ai progetti che mi riguardano con dichiarazioni infondate e dal contenuto diffamatorio, che screditano me e comunicano ai consumatori informazioni errate». L’imprenditrice digitale ha espresso il suo dissenso rispetto all’insinuazione del Codacons che «io sia un modello sbagliato», invitando il Codacons ad apportare prove rispetto alle numerose denunce citate, definendole «illazioni». La nota continua affrontando una «altra accusa infondata» che riguarda «le “bacchettate” che le ha rivolto l’Antitrust” circa fantomatiche denunce per pubblicità occulta». «Aggiungo che per ora, per quanto mi è noto – continua Ferragni – non è stato mai preso da parte dell’Antitrust alcun provvedimento nei miei confronti. Questa ennesima informazione è stata manipolata per danneggiare la mia persona». Chiara Ferragni ricorda inoltre al Codacons che «nel 2018, attraverso TBS Crew (di cui sono socia fondatrice e amministratrice delegata) sono stata la prima personalità del mondo social ad associarmi allo IAP– Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, proprio per contribuire alla regolamentazione della pubblicità sui social».

«Sono rammaricata – conclude Ferragni – di come una associazione che tanto ha fatto e tanto fa ogni giorno per noi consumatori non abbia mai cercato un confronto con me e le mie società per delineare nuove regole a tutela del consumo, ma abbia invece  scelto la via dei comunicati ostili e infruttuosi. Spero che il Codacons continui a lavorare per la tutela dei consumatori. Io sono pronta a dare la mia disponibilità».

La contro replica del Codacons: «Elimini le foto del figlio da Instagram»

Dopo la pubblicazione della nota di risposta di Chiara Ferragni, condivisa anche in una storia su Instagram, il Codacons ha replicato di non avere «niente di personale contro la Ferragni» e di aver mosso le critiche non verso la sua persona ma contro «i suoi comportamenti, che riteniamo diseducativi». Rimproverando di aver «“bacchettando” vip ed influencer vari – Ferragni compresa – che colpivano i propri follower con messaggi pubblicitari occulti», il Codacons ha invitato l’imprenditrice digitale a rimuovere tutte le foto del figlio Leone, avuto con il cantate Fedez, pubblicate su Instagram . «Esistono delle leggi specifiche che tutelano la privacy dei minori – scrive il Codacons- Diffondere sul web le foto del figlio Leone che indossa abiti griffati, per pubblicizzare questa o quella marca, rende a nostro avviso la Ferragni un modello diseducativo per i giovani». «Così come l’influencer si rende diseducativa quando associa il proprio nome ad un’acqua minerale venduta a 8 euro la bottiglia, o quando organizza una festa al supermercato dove viene sprecato inutilmente del cibo – insiste il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori- Siamo pronti ad un sereno confronto con Chiara Ferragni, e a collaborare per migliorare il mondo dei social network, ma prima la nota infuencer deve rimuovere dal proprio profilo Instagram tutte le foto del figlio, dimostrando di voler rispettare le leggi vigenti e la volontà di diventare un modello virtuoso per i giovani».

(Credits immagine di copertina:ANSA/ETTORE FERRARI=