Genovese e le sue chat

Parole e messaggi che stanno venendo a galla

20/11/2020 di Gabriele Parpiglia

Chat Genovese

La parola “piccolino” o “piccolina” è una parola chiave nel dramma legato all’inchiesta dell’imprenditore Alberto Genovese. Il perché è facilmente spiegato. Nei video di Daniele Leali, *indicato come colui che deteneva la droga durante i party, il vocalist (e non dj) ogni qualvolta prendeva il microfono in mano da “Terrazza Sentimento” a Milano fino al “Tipic” a Formentera, chiamava i suoi “clienti” piccolino o piccolina. In questa chat che parte proprio dal cellulare di Alberto Genovese torna nuovamente la stessa parla “Piccola sei viva?”.

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Poi la messaggistica da parte di Genovese procede come un classico playboy che ci prova con una ragazzina più piccola. Nulla di anormale se non fosse che Genovese è attualmente in carcere proprio per violenza carnale nei confronti di una ragazza di diciotto anni e per un’altra serie di reati. Ma soprattutto leggete bene la data: 17 agosto 2019. In quel periodo Genovese era fidanzatissimo con la sua Sarah, però questo poco importa, perché evidentemente alla ragazza andava bene questo tipo rapporto.

Chat Genovese e il suo rapporto con la fidanzata Sarah

La tragedia emersa dopo l’arresto fa vedere ogni singolo dettaglio legato all’inventore di Facile.it sotto una luce diversa. Chi è realmente Sarah per Genovese? Che ruolo ha avuto nella sua vita? Era a conoscenza dei reati commessi dal fidanzato?
Presto daremo ogni risposta, per mettere ogni tassello al proprio posto. Di certo c’è che la ragazza ha scelto di chiudere i social e non comunicare al momento con il mondo esterno. Difesa o Paura?

RICHIESTA DI RETTIFICA

*A proposito di questa affermazione riceviamo e pubblichiamo la richiesta di rettifica da parte del legale che rappresenta Daniele Leali: «L’errato articolo, prende spunto da una singola testimonianza di una ragazza, dichiaratasi tossicodipendente che, sentita a sommarie informazione dagli inquirenti ha invece dichiarato “c’erano due piatti a disposizione per tutti. Li ha portati vicino al bar Daniele Leali”.
La suindicata dichiarazione testimoniale, penalmente irrilevante nella tipica condotta di cessione illecita di sostanza stupefacente, propenderebbe più per un uso condiviso della sostanza che non una detenzione a fine di spaccio […] La notizia, tendenziosa e per altro riferita a più episodi (durante i party) circostanza assoluamente falsa, enfatizza, travisa e altera gravemente il reale contenuto di un atto giudiziario […]. Ad oggi, Il mio assistito è una semplice persona informata sui fatti, esattamente come le altre persone già sentite dagli inquirenti».

Consapevoli di quanto dichiarato dal legale, continuiamo a chiedere la possibilità di un’intervista al suo assistito, proprio in quanto persona semplicemente informata sui fatti.

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