Cosa significa (davvero) che la Cassazione «ha scarcerato» il sindaco di Bibbiano

di Redazione | 04/12/2019

Cassazione
  • La Cassazione ha revocato il divieto di dimora per Andrea Carletti

  • Cosa significa? Il sindaco di Bibbiano è stato dichiarato innocente?

  • La differenza tra le decisioni sulle misure cautelari e l'esito di un eventuale processo

Andrea Carletti è tornato in libertà. Il sindaco di Bibbiano è stato raggiunto dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha revocato le misure cautelari nei suoi confronti. In un primo momento, per il primo cittadino erano scattati gli arresti domiciliari, revocati in appello e diventati obbligo di dimora lo scorso 20 settembre. Adesso la sentenza della suprema corte ha eliminato anche quest’ultima misura restrittiva e il prefetto di Reggio Emilia Maria Grazia Forte ha anche affermato che, come diretta conseguenza di ciò, Carletti potrà tornare a prendere pieno possesso delle sue funzioni di sindaco della cittadina.

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Cassazione, cosa significa la sentenza su Bibbiano

Ma cosa significa? Andrea Carletti è stato automaticamente dichiarato innocente per i fatti di Bibbiano? Questo non si può ancora dire, anche se la presunzione di innocenza vale fino all’ultimo grado di giudizio. La Cassazione, in questo caso, si è espressa soltanto come ultima assise riguardante i provvedimenti di custodia cautelare in sede di indagini.

Solo il processo dovrà stabilire le eventuali responsabilità per tutti gli indagati per i fatti di Bibbiano. Vale appena la pena ricordare che il primo cittadino del paese in provincia di Reggio Emilia è stato indagato per un presunto abuso d’ufficio per aver omesso di effettuare una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro.

La decisione della Cassazione riguarda solo le misure cautelari per il sindaco di Bibbiano

Se è vero che c’era stato un clamore ingiustificato da parte di chi, quando è emersa l’inchiesta, aveva automaticamente identificato il Partito Democratico come il ‘Partito di Bibbiano’, estendendo questa accusa marginale al sindaco all’intera vicenda (con una generalizzazione che è già stata stigmatizzata più volte dalle colonne di questo giornale), è altrettanto vero che adesso l’entusiasmo contrario potrebbe essere prematuro.

La sentenza della Cassazione sulle misure interdittive ha solo marginalmente a che fare con l’esito processuale della vicenda, pur rappresentando un segnale chiaro e inequivocabile sulla mancanza di elementi per ritenere che il sindaco possa reiterare il presunto reato compiuto. Un punto in più per la difesa di Andrea Carletti, insomma, in vista degli sviluppi giudiziari della vicenda. Ecco come andrebbe letta realmente la revoca del divieto di dimora per il sindaco di Bibbiano.

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