Cassa integrazione fino a marzo, questa e altre misure nella manovra 2020

Il valore complessivo della manovra sfiora i 40 miliardi di euro

Gianmichele Laino 18 Ott 2020
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Un valore complessivo da 40 miliardi di euro, una delle cifre più alte degli ultimi anni, per una manovra che sta trovando la sua quadra e che sta mettendo i primi paletti. Nella notte è andato in scena il consiglio dei ministri che, tra le altre cose, aveva tra i punti all’ordine del giorno anche il disegno programmatico di bilancio, in vista delle approvazioni e delle scadenze dei prossimi giorni. Una prima notizia che sembra ormai essere sicura riguarda la cassa integrazione fino a marzo 2021 nel regime straordinario che ha caratterizzato la misura assistenziale nel periodo del coronavirus.

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Cassa integrazione fino a marzo 2021 e le altre misure di una manovra da 40 miliardi

Si tratta di un provvedimento fortemente voluto per limitare l’impatto della crisi economica sia sulle imprese, sia sui lavoratori: negli ultimi mesi, la pandemia di coronavirus ha portato diverse aziende a limitare la propria produttività e la misura serve sostanzialmente per evitare che queste limitazioni possano in qualche modo impattare sui licenziamenti dei lavoratori. La proroga della cassa integrazione fino a marzo 2021 in regime straordinario è stata al centro di una lunga trattativa con i sindacati, ma al momento la strada sembra essere tracciata.

Non solo cassa integrazione fino a marzo, gli altri provvedimenti

Così come si farà riferimento all’anno solare in corso (data ultima 31 dicembre 2020) per evitare la riscossione delle cartelle esattoriali, altra misura che è diretta conseguenza della crisi economica legata al coronavirus. Ma ci sono anche altri aspetti che sono stati presi in considerazione e che verranno inseriti all’interno del disegno programmatico di bilancio, preliminare alla manovra vera e propria: si parla dell’abbassamento del costo del lavoro al sud, ma anche di quasi un miliardo e mezzo alla scuola per l’assunzione di nuovi insegnanti di sostegno.

Dieci miliardi complessivi, invece, per la sanità (senza far ricorso al Mes, ma sfruttando il bilancio e il Ricoveri Fund): serviranno per confermare gli infermieri e i medici (circa 30mila) assunti in questi mesi di emergenza a tempo determinato, ma anche a fare scorta di vaccini (con previsione che il farmaco possa essere acquistato a inizio 2021) e a dotare le strutture sanitarie di tutti gli strumenti necessari a contrastare la pandemia.

Per quanto riguarda il costo del lavoro, infine, si parla ancora della progressiva aggressione al cuneo fiscale (che partirà invece dal 2022): con un rafforzamento diretto in busta paga di 100 euro (che vanno in qualche modo a sostituire gli 80 euro di Matteo Renzi) per tutti i redditi dai 28mila euro all’anno in su (con l’azzeramento a 40mila euro di reddito all’anno). Misure di assistenza anche per il settore del turismo e della ristorazione, con la previsione di aiuti a fondo perduto per 4 miliardi di euro.