Tolta la scorta al Capitano Ultimo nel giorno del 27° anniversario dell’arresto di Totò Riina

di Enzo Boldi | 15/01/2020

Capitano Ultimo

Ordinanze, contro-ordinanze, pareri favorevoli e pareri contrari. Arriva all’epilogo la vicenda della scorta al Capitano Ultimo, il colonnello dei Carabinieri che – attraverso il suo prezioso lavoro attivo – diede un grosso colpo alla Mafia arrestando (tra i tanti) anche Totò Riina. Oggi, 15 gennaio, il Tar del Lazio ha deciso, dopo un lungo tira e molla, di negare la sospensiva alla revoca della scorta di Sergio De Caprio che, adesso, è privo di protezione personale (così come la sua famiglia).

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A dare l’annuncio della clamorosa decisione del Tribunale Amministrativo è stato lo stesso Capitano Ultimo attraverso il proprio profilo Twitter: «Il TAR del Lazio ha respinto ricorso per mantenere la scorta a me e alla mia famiglia. Ha vinto il Generale dei carabinieri Giovanni Nistri e i Funzionari che lo hanno sostenuto nella battaglia. Da oggi colpire capitano Ultimo sarà più facile per Mafia e per tutti».

Il Tar e la revoca della scorta al Capitano Ultimo

La data, il 15 gennaio, non è un giorno qualsiasi. La notizia della negazione della sospensiva della revoca della scorta, arriva proprio nel 27° anniversario dell’arresto del Capo dei Capi. Quel Totò Riina ricercato per anni e fermato il 15 gennaio del 1993 proprio grazie al lavoro di Sergio De Caprio e della sua squadra di Carabinieri (il Crimor, una sezione speciale dei Ros) che si prodigarono intensamente affinché venissero decapitati i vertici di Cosa Nostra.

La storia della revoca e il ricorso

La disposizione della revoca della scorta era stata inviata dall’Ucis (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale) lo scorso mese di settembre. Il legale di Sergio De Caprio presentò ricorso al Tar del Lazio che, inizialmente, sospese quella revoca. Poi la decisione a sorpresa di oggi contro cui, però, è stato già annunciato ricorso al Consiglio di Stato.

(foto di copertina: da profilo Twitter di Capitano Ultimo)