La bufala del ‘nuovo’ modulo per l’autocertificazione

di Enzo Boldi | 31/03/2020

Bufala nuovo modulo autocertificazione
  • Gira sui social l'ultimo modello per gli spostamenti, ma non è reale

  • L'ultima bufala nuovo modulo autocertificazione

  • Occorre attenersi a quanto pubblicato sul sito del Viminale

Ancora una volta ci troviamo a dover smentire quel che circola sulle chat Whatsapp e sui social. Dal tardo pomeriggio di lunedì, infatti, in rete è stato diffuso quel che sembra essere a tutti gli effetti il nuovo modello da compilare per gli spostamenti in tempi di quarantena da Coronavirus. Le catene di Sant’Antonio su Whatsapp sono uno dei mali del nuovo Millennio, soprattutto quando sono infarcite di fake news, come l’ultimo caso della bufala nuovo modulo autocertificazione.

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Sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno, infatti, non risulta esser stato pubblicato – né tantomeno annunciato dalla Polizia, come accaduto l’ultima volta – alcun nuovo modello da compilare, stampare e portare con sé quando si esce per andare a fare la spesa e per potersi muovere dalla propria abitazione per stretta e urgente necessità. Quindi, quel che sta circolando in queste ore su Whatsapp è decisamente un falso.

Autocertificazione fake

La bufala nuovo modulo autocertificazione

Come spiega anche il portale di fact checking Bufale.net, tutte le aggiunte rispetto all’ultimo modello presente sul sito del Viminale sono completamente false. Nel documento che circola in rete, infatti, vengono richieste una serie di informazioni che, oltre a non essere necessarie – come, per esempio la denuncia di reati – non compaiono nella versione ufficiale e in vigore dalla scorsa settimana.

L’ennesima fake news che gira sui social

Insomma, per non cadere nella bufala nuovo modulo autocertificazione occorre andare a visitare fonti ufficiali e istituzionali e non fidarsi della prima catena di Sant’Antonio che riceviamo sul Whatsapp o leggiamo sui social. Troppe sono le fake news che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, sono state messe liberamente in circolo sulla rete. Per fermare tutto ciò serve l’impegno dei cittadini.

(foto di copertina: da chat Whatsapp)