Brexit, il pessimismo dilaga: «I negoziati rischiano di morire in una settimana»

Brexit si avvicina, e con la deadline sempre più prossima aumenta il pessimismo e il panico per una uscita No Deal. I media britannici riportano fonti governative che si dicono estremamente preoccupate che i negoziati con l‘Unione Europea possano rompersi da un giorno all’altro.

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L’Unione Europea fino ad ora «non si è mossa di un centimetro» e la rottura dei negoziati potrebbe essere questione di pochi giorni. È quanto riporta la Bbc riportano fonti governative britanniche sul proseguo, o meglio sullo stallo, delle trattative e Ue per il divorzio del Regno Unito. Il media britannico non esclude l’ipotesi di una accordo dell’ultimo minuto che potrebbe “salvare” la situazione, ma si tratterebbe davvero dell’ultima spiaggia pur di non optare per l’uscita No Deal. Il piano proposto da Boris Johnson che sostituisce al backstop al confine irlandese una sorta di confine aperto sembrerebbe essere «l’unica via di uscita» e sopratutto l’ultima chance di ottenere un accordo. Altri media, tra cui il settimanale vicino al partito Tory Spectator cita una fonte da Bruxelles secondo cui «i negoziati moriranno» entro la fine della settimana a meno che non vengano «rivitalizzati».

«Boris Johnson, quo vadis?»

Sempre la Bbc parla di una telefonata di rottura tra il primo ministro britannico Boris Johnson e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il piano proposto da Bojo sarebbe «sostanzialmente impossibile» da accettare per l’Unione Europea, terminologia che però un portavoce della Ue ha smentito dicendo che «non è questo il nostro linguaggio». Se da un lato la telefonata tra i due leader è stata smentita, dall’altro Nicola Stugeron ha accusato il primo ministro di averla fatta «in un cinico tentativo di sabotare le negoziazioni» mentre Donald Tusk ha richiamato Boris Johnson su Twitter: «Ciò che è in gioco non è vincere qualche stupido gioco di colpa. È in gioco il futuro dell’Europa e del Regno Unito, nonché la sicurezza e gli interessi dei nostri cittadini». «Non vuoi un accordo, non vuoi un’estensione, non vuoi revocare, quo vadis?» conclude nel tweet il presidente del Consiglio Europeo.

L’allarme dell’Institute for Fiscal Studies

Nel frattempo un nuovo allarme per l’ipotesi No Deal viene lanciato dall’Institute for Fiscal Studies che, pur accantonando gli scenari peggiori, prevede un debito pubblico da record per il Regno Unito in caso di uscita senza accordo, con una stima di circa 100 miliardi di sterline, ovvero il 90% del Pil. Un picco mai raggiunto negli ultimi 50 anni.

(Credits immagine di copertina: © Han Yan/Xinhua via ZUMA Wire)

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