Una bottiglia lanciata contro l’appartamento di Silvia Romano, cocci rinvenuti al primo piano

di Redazione | 13/05/2020

bottiglia contro Silvia Romano
  • Cocci di bottiglia sono stati ritrovati sul davanzale della finestra al piano inferiore rispetto a quello dove vive Silvia Romano

  • L'intervento della polizia nel quartiere Casoretto di Milano

Nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 maggio una bottiglia di vetro sarebbe stata lanciata contro la finestra dell’appartamento dove Silvia Romano vive a Milano, nel quartiere Casoretto. Oggi, la polizia ha effettuato gli opportuni rilievi, ritrovando cocci di una bottiglia di birra sul davanzale della finestra al primo piano, esattamente in corrispondenza rispetto a quella – un piano più su – da dove Silvia Romano si era affacciata per salutare le persone che, lunedì scorso, si erano radunate per festeggiare il suo ritorno a casa dopo 18 mesi di prigionia.

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Bottiglia contro Silvia Romano, si indaga sul gesto dimostrativo

La polizia starebbe indagando su quello che può essere considerato una sorta di gesto dimostrativo: a chiamare le forze dell’ordine sono stati i vicini di casa di Silvia Romano, che hanno notato i cocci di bottiglia sul davanzale della propria finestra. Una delle persone che vive al primo piano, in corrispondenza dell’appartamento di Silvia Romano – il 27enne Sergio Parisi – ha spiegato di essersi accorto dei cocci soltanto in mattinata, visto che nella serata di ieri le tapparelle della finestra erano state abbassate a causa del brutto tempo.

«Se questo episodio fosse avvenuto una settimana fa probabilmente non gli avremmo dato tanto peso – ha detto al Corriere della Sera -, adesso però c’è una situazione di forte tensione ed è giusto che si intervenga». Una situazione di forte tensione che ha portato il pm Alberto Nobili ad aprire un’inchiesta dopo le minacce ricevute da Silvia Romano all’indomani del suo rientro in Italia.

L’episodio della bottiglia contro casa di Silvia Romano, se confermato dagli inquirenti, rappresenterebbe l’ennesimo atto di fanatismo nei confronti della volontaria di 24 anni rientrata in Italia dopo il rapimento di 18 mesi in Somalia, nelle mani dei terroristi di al-Shabaab.