Bonafede: «Le accuse a De Vito troppo gravi non espellerlo». E se fosse innocente?

di Enzo Boldi | 21/03/2019

Bonafede
  • Alfonso Bonafede difende la scelta di Luigi Di Maio di cacciare Marcello De Vito dal Movimento

  • Troppo gravi le accuse nei confronti dell'ex presidente dell'Assemblea capitolina

  • Per il M5S sembra esser già colpevole, nonostante il processo ancora debba iniziare. Diverso il trattamento nei confronti della Raggi

Figli e figliastri. Le accuse mosse ai danni di Marcello De Vito da parte della Procura di Roma sono molto gravi. Si parla di corruzione e tangenti ricevute per favorire alcuni piani di costruzione di Luca Parnasi – già inquisito nell’inchiesta soprannominata Rinascimento – sfruttando il suo ruolo di potere all’interno del Campidoglio. Il pentastellato, infatti, era fino a ieri mattina il presidente dell’Assemblea capitolina, ruolo di primo ordine nella gestione di Roma. Il processo, però, deve ancora iniziare e finora si parla solamente di capi di imputazione, ma il Movimento 5 Stelle – per volontà autonoma, come rivendicato da lui stesso, di Luigi Di Maio – ha provveduto all’immediata cacciata. E ora anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si dice d’accordo con il suo leader politico, anche se avanzano alcune contraddizioni.

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«De Vito avrà modo di difendersi e sostenere le proprie ragioni davanti ai magistrati – ha detto Bonafede in un’intervista al Corriere della Sera -. Le sue responsabilità penali riguardano lui, ma la responsabilità politica riguarda tutti noi, e abbiamo ritenuto che le accuse e i contesti emersi dall’inchiesta lo pongono fuori dal Movimento». Tutto giusto e degno di lode, ma le accuse e i contesti emersi sono gravi tanto quanto quelli emersi nel processo nei confronti della Sindaca di Roma Virginia Raggi, poi assolta da tutti gli addebiti con tanto di levata di scudi da parte dei leader del Movimento. Seguendo, però, le linee guida strillate da Di Maio (e ribadite oggi dal ministro della Giustizia) anche la prima cittadina romana doveva essere cacciata dal M5S.

Bonafede giustifica la cacciata di De Vito a prescindere dal processo

E così non è stato e, alla fine, tutte le accuse nei suoi confronti sono decadute perché «il fatto non sussiste». Ora, invece, Marcello De Vito è stato immediatamente cacciato via dal Movimento 5 Stelle, lui che si è sempre definito un baluardo ortodosso dei dettami pentastellati. Le accuse, come detto, sono molto gravi, ma per il M5S (più che per gli altri) lui è già colpevole, senza che sia neanche iniziato un processo. È evidente che ci siano figli e figliastri.

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)