Bolsonaro ci ripensa: ora il Coronavirus diventa «la più grande sfida per la nostra generazione»

01/04/2020 di Enzo Boldi

Bolsonaro

Usando un gergo social, potremmo dire che Jair Bolsonaro di è svegliato con un ‘Buongiornissimo kaffé!’ dato che, dopo settimane a minimizzare l’emergenza sanitaria e la pandemia globale provocata dal Coronavirus, si è accorto che il Covid-19 è «la più grande sfida per la nostra generazione». Meglio tardi che mai. La speranza è che ora vengano prese soluzioni anche in Brasile dopo che il numero di contagi ha quasi raggiunto quota 6mila.

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Lo abbiamo visto definire il Coronavirus come un trucchetto mediatico, dire che lui non è spaventato perché ha un passato da atleta e tanti altri discorsi esasperati pur di non ammettere che la situazione sia grave in tutto il mondo e anche nel suo Brasile. Poi il ravvedimento sulla via di Damasco, in una mattina di inizio aprile in cui Bolsonaro ha deciso di dismettere i panni del mistificatore della realtà per raccontare le cose esattamente come stanno: il Covid-19 non può essere sottovalutato.

Bolsonaro cambia rotta sul coronavirus

«Abbiamo una missione: salvare vite, ma senza dimenticare i posti di lavoro – ha detto Jair Bolsonaro in un messaggio alla Nazione -. Da una parte dobbiamo essere prudenti, prendere precauzioni con tutti, in particolare con gli anziani e quanti giù affetti da patologie; dall’altra dobbiamo anche lottare contro la disoccupazione che aumenta rapidamente, soprattutto tra i più poveri». Toni ben diversi, seppur pare immutata la sua considerazione sul fatto che la crisi economica potrebbe provocare più danni del Coronavirus.

Quasi 6mila contagi in Brasile

Ma ci sarà tempo, vedendo quel che è accaduto e sta accadendo in tutto il Mondo, per mutare anche questa sua considerazione. Perché già il riferimento alle persone più a rischio sembra essere un passo avanti rispetto alle spallucce fatte finora di fronte al Coronavirus. Primi passi, dunque, e un buongiorno che non è arrivato di prima mattina ma quasi a metà giornata.

(foto di copertina: da pagina Facebook di Jair Bolsonaro)

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