Tra blocco social e difficoltà a informarsi, ecco come si vive adesso in Russia

Siamo riusciti a raggiungere e intervistare una giovane donna francese che vive a Mosca e che ci ha raccontato cosa significa stare lì in questo momento

10/04/2022 di Ilaria Roncone

Parlare con qualsiasi russo o con chiunque sia in Russia in questo momento non è per niente semplice. Lo abbiamo capito bene provando a intervistare una giovane donna francese che, per lavoro, vive a Mosca da diverso tempo. Proprio lei – che per ovvie questioni di sicurezza rimarrà fonte anonima – ci ha spiegato che cosa sta succedendo sia con i social network che con le app di messaggistica senza dimenticare le fonti di informazione più tradizionali: insomma, cosa sta succedendo in Russia a livello di comunicazioni e di informazione spiegato da chi, nel paese, ci vive da tempo ed è presente sin dall’inizio del conflitto ucraino. Fino a che punto il blocco social Russia influenza la vita quotidiana di un cittadino?

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Blocco social Russia, come è cambiata la vita dei cittadini?

Per parlare con la nostra fonte abbiamo avuto una serie di difficoltà sin dal principio, dovendo individuare il mezzo più adatto per farlo senza mettere a repentaglio la sua incolumità. La prima scelta è stata quella di fare l’intervista in francese – lingua madre della persona intervistata – per rendere più difficile individuare questa conversazione qualora ci fosse un controllo: «Non molti sanno il francese – ha spiegato la giovane donna ai microfoni di Giornalettismo – e se le guardie di frontiera dovessero leggere i messaggi e i DM di Instagram quando vuoi lasciare il paese c’è meno possibilità che traducano una conversazione in francese».

Instagram, che in Russia è stato bloccato e funziona solo se si utilizzano le VPN, va un po’ a singhiozzo ed è questa la ragione per la quale le domande le abbiamo inviate tramite DM e le risposte le abbiamo ricevute via Whatsapp: «Tutti possono accedere a Instagram con la VPN, ma non molti non le usano – ci spiega la fonte anonima – anche perché insegnare a adulti e anziani come funzionano le VPN è molto difficile. La cosa divertente è che sull’App Store ci sono molti commenti su Instagram di utenti russi he chiedono perché l’app non funziona e chiedono cosa stia succedendo…ci sono persino account Twitter che prendono in giro le persone che non capiscono cosa accade in questo momento».

Quali sono le piattaforme occidentali che soffrono di più di queste limitazioni? «Bloccati: Meta (Facebook, Instagram), Twitter. Ci sono aziende che hanno limitato l’uso a pagamento da parte dei russi, ad esempio Adobe, Google, iTunes. Io pago sia Apple Music che Google Drive sul mio telefono. È l’unica opzione che mi rimane, cambiare il metodo di pagamento su Apple e pagare ovunque per telefono». Rispetto al fatto che il Roskomnadzor abbia cominciati a bloccare le VPN e continui a farlo l’intervistata non si dimostra preoccupata più di tanto – confermando, di fatti, quanto anche il team di Navalny sostiene -: «Non bloccheranno tutto. Ci sono applicazioni, siti, persone che condividono VPN…per ora va bene così».

Come si informano i cittadini russi?

Cosa percepisce, rispetto al tema informazione, qualcuno che in questo momento abita in Russia? Sul capitolo televisione e giornali la nostra fonte non ha dubbi: «Tutto è come prima, dicono bugie e si definiscono portatori della pace e salvatori, insomma fanno la miglior propaganda possibile. Prima c’era Novaya, che ha funzionato nelle prime settimane di guerra, ma ora ha smesso di pubblicare anche quello per il divieto di dire la parola guerra». Come fanno i cittadini russi a ottenere informazioni aggirando i limiti? «Usiamo i canali Telegram e, personalmente, penso che non sia un caso il fatto che Telegram non sia bloccato. Forse il suo CEO ha accettato di passare i dati della gente al governo considerato che qualsiasi mezzo di comunicazione realmente sicuro è stato bloccato dal governo. Per accedere a tutti i siti bloccati ci riusciamo sempre tramite VPN».

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