La Cassazione sostiene che la sentenza su Berlusconi venne sottoscritta da tutti e non ci fu alcun dissenso

di Enzo Boldi | 30/06/2020

Berlusconi
  • La nota ufficiale dopo l'intercettazione ambientale dell'ex giudice Amedeo Franco

  • Nessun giudice espresse il proprio dissenso per la sentenza su Silvio Berlusconi

  • Nel frattempo divampa la polemica politica

Quell’intercettazione dell’ex giudice della Corte di Cassazione, Amedeo Franco – che parlava con Silvio Berlusconi della sua condanna per frode fiscale – ha provocato grandissime reazioni nel mondo politico italiano. L’audio mandato in onda dalla trasmissione di Nicola Porro (Quarta Repubblica) e anticipato da Pietro Sansonetti su Il Riformista ha fatto sì che tutto il centrodestra si schierasse in difesa del Presidente di Forza Italia, arrivando anche a chiedere la sua nomina a senatore a vita come risarcimento. In serata è arrivata una nota della Suprema Corte su questa vicenda.

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«La motivazione della sentenza è stata sottoscritta da tutti e cinque i magistrati componenti del Collegio, quali co-estensori della decisione. Non risulta, altresì, che il cons. Amedeo Franco abbia formalizzato alcuna nota di dissenso ai sensi dell’art. 16 della legge n. 117 del 1988 (art. 125, comma 5, c.p.p.)», si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Corte di Cassazione dopo le notizie affrontate da molti quotidiani sul caso Berlusconi e quell’intercettazione ambientale.

Berlusconi, la replica della Corte di Cassazione

Poi la Corte Suprema ricostruisce le tappe di quell’iter che portò alla sentenza di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi con l’accusa di frode fiscale, nel caso della trattativa con Frank Agrama (accusato di appropriazione indebita, con reato poi prescritto) per la cessione di alcuni titoli di film statunitensi a RTI. «I ricorsi vennero iscritti presso la cancelleria centrale della Corte il 9.7.2013, dopo l’arrivo del relativo carteggio dalla Corte di appello di Milano che in data 8.5.2013 aveva pronunciato la sentenza oggetto di impugnazione – si legge nel comunicato stampa della Cassazione -. In ragione della rilevata urgenza dovuta all’imminente scadenza del termine di prescrizione dei reati durante il periodo feriale, il processo, in ossequio alle previsioni di cui alla legge n. 742 del 1969 ed alle relative previsioni tabellari, venne assegnato alla Sezione feriale, e quindi ad un collegio già costituito in data anteriore all’arrivo del fascicolo alla Corte di cassazione, dunque nel pieno rispetto del giudice naturale precostituito per legge»

(foto di copertina: da profilo Instagram di Silvio Berlusconi)