Berlusconi accusa il governo: «Il Cura Italia è diventato il decreto “Curiamo noi l’Italia e voi state a guardare”»

09/04/2020 di Ilaria Roncone

Il Cavaliere torna a farsi sentire dalla sua residenza di provincia. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera a ormai più di un mese dall’inizio dell’emergenza i toni sono accusatori. Il governo fa «solo annunci» e finora ha contato su un’«opposizione servente», «dando  agli italiani l’illusione di un salvacondotto con cui affrontare e superare la crisi». Le critiche di Berlusconi sono sicuramente molto aspre, con riferimenti alla scelta sui 400 miliardi alle imprese.

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«L’atteggiamento del governo verso le imprese è più punitivo che premiante»

Questo pensa Silvio Berlusconi dei 400 miliardi dati alle imprese. Parla anche del prossimo decreto, che se «dovesse restare quello anticipato dalle bozze, molte aziende in difficoltà non avrebbero accesso ai nuovi crediti che comunque, ricordo, non sono concessi a costo zero». Critico anche sui vincoli burocratici, che definisce «insormontabili», facendo un collegamento con gli Stati Uniti dove «le aziende possono avere aiuti con una pratica che richiede sette minuti, da noi si stima che in certi casi si arriverà a cento giorni».

«Un reddito di almeno 1000 euro ai professionisti»

Arriva anche la classica domanda all’opposizione: voi cosa avreste fatto se foste seduti al posto di Conte? Berlusconi parla di «un paese fermo a cui serve liquidità» e, al posto di Conte, avrebbe dato «un reddito di almeno 1000 euro a autonomi, partite iva e professionisti». Anche le scadenze fiscali, secondo il Cav, sarebbero dovute essere sospese più a lungo di due o tre mesi. Sul Decreto Cura Italia Berlusconi è chiaro, definendolo «colabrodo» e che «fa troppo poco per una platea che è enorme».

«Il governo crede che un’opposizione collaborativa sia un’opposizione servente»

E ancora Berlusconi ribadisce come, secondo il suo punto di vista, il governo si aspetti un’opposizione accomodante. «La maggioranza ci ha relegati al ruolo di spettatori» anche se «abbiamo offerto soluzioni per aiutare il Paese ad uscire da questa grave crisi». Parla anche dell’appello di Mattarella all’unità, «palesemente ignorato» poiché il governo «ha respinto tutti i nostri più significativi emendamenti, ponendo la fiducia con una scelta a dir poco incomprensibile». Se Forza Italia non vota il decreto, quindi, è perché è stata messa nelle condizioni di non farlo secondo Berlusconi, che sottolinea come l’incompatibilità del suo partito con la sinistra non sia mai venuta meno.

(Immagine copertina dal profilo Facebook di Berlusconi)

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