Ci mancava solo la bufale del tampone che «rompe la barriera sanguigna ematoencefalica del cervello»

La clamorosa notizia falsa diventata virale sui social

di Enzo Boldi | 19/08/2020

Barriera sanguigna ematoencefalica

Di bufale ce ne sono tante. Milioni di milioni (citando una nota pubblicità). Ma quella del tampone che rompe la barriera sanguigna ematoencefalica del cervello per infettarci tutti è, forse, una delle più clamorose tra quelle che circolano in rete. L’assurdo paradosso, nonostante l’evidenza, è diventato virale sui social network, con migliaia di persone (anche in Italia) che hanno preso per buona questa ricostruzione (smentita dai fatti e dalle tecniche utilizzate nei test) e l’hanno condivisa sulle proprie pagine social e sulle chat Whatsapp.

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Come spiega David Puente su Open, questa teoria – che non ha alcun rilievo scientifico, è partita da un video condiviso su un canale complottista su Youtube, con il parere del noto medico no Vax Roberto Petrella. E da lì è stata presa l’immagine accompagnata da questo testo, diventato virale sui social network.

«Inserendo quella bacchette nel naso si desidera rompere la barriera sanguigna ematoencefalica del cervello, affinché qualsiasi microbo possa penetrare attraverso quei vasi sanguigni rotti nell’organismo!!! Ecco perché molti asintomatico iniziano ad avere sintomi dopo l’esame!!!». Insomma, secondo questa teoria, il tampone non serve per verificare l’eventuale contagio, ma per infettare tutti i cittadini che si sottopongono al test.

Barriera sanguigna ematoencefalica rotta con il tampone, la clamorosa bufala

In realtà, come spiega Puente su Open, per caratteristiche fisiche la bacchetta del tampone non è in grado di rompere la barriera sanguigna ematoencefalica del cervello. E per smentire tutto ciò viene pubblicata anche un’immagine che mostra la struttura stessa del tampone.

Sulla bacchetta tanto contestata, infatti, c’è proprio un punto di rottura per evitare di provocare danni al cavo rinofaringeo. Insomma, uno strumento nato proprio per evitare di arrecare problemi. Nonostante quel che si dica sui social.

(foto di copertina: da Facebook)