Barbara Palombelli: «Rabbrividisco per l’accredito alla polizia per sostare davanti a Palazzo Chigi»

La rivelazione della conduttrice nell'anteprima di Stasera Italia

13/10/2020 di Redazione

Barbara Palombelli

Barbara Palombelli, nel corso dell’anteprima di Stasera Italia del 12 ottobre, ha rivelato una disavventura occorsa al suo inviato Michele Dessì, che si è collegato da piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi – sede del governo – in vista dell’approvazione del dpcm (arrivata poi nella notte) sulle misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus. Stando alle informazioni che sono state riportate dalla trasmissione, i giornalisti presenti davanti a Palazzo Chigi hanno dovuto chiedere l’accredito alla polizia di Stato che stava presidiando la zona e sono rimasti fermi nella loro postazione assegnata, senza avere la possibilità di aggirarsi per la piazza.

LEGGI ANCHE > Cosa prevede l’ultimo dpcm (che avrà validità per 30 giorni)

Barbara Palombelli e l’accredito ai giornalisti per piazza Colonna

«È vero – ha chiesto la Palombelli a Michele Dessì – che per arrivare lì hai chiesto l’accredito al commissariato di polizia? Sono ordini che mi fanno rabbrividire». Prevedendo una folta partecipazione di giornalisti e operatori della comunicazione in questi giorni davanti a Palazzo Chigi, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza pubblica – evidentemente – ci si è voluti cautelare per evitare gli assembramenti che, di solito, si vedono intorno a politici e istituzioni.

Le parole di Barbara Palombelli diventano virali

La notizia è stata molto condivisa sui social network, dal momento che le parole di Barbara Palombelli sono state molto forti. Tuttavia, molto spesso – in passato – ci sono state critiche per il comportamento dei giornalisti in piena emergenza coronavirus (si veda, ad esempio, il caso del rientro a Milano di Silvia Romano) e per gli assembramenti che spontaneamente si vengono a creare per svolgere il proprio lavoro. La misura di sicurezza decisa per piazza Colonna ha lo scopo, quindi, di evitare che si possa diffondere il contagio anche tra gli operatori della comunicazione.

Share this article