Per Fontana le indagini sui commercialisti vicini alla Lega si basano sulle chiacchiere

L'intervento del governatore della Lombardia

15/09/2020 di Redazione

Lockdown in Lombardia

La nuova uscita in pubblico di Attilio Fontana lo vede particolarmente provato rispetto ai mesi scorsi, quando pure aveva dovuto affrontare una enorme emergenza sanitaria all’interno della propria regione. Ultimamente, il territorio della regione Lombardia sembra essere al centro di diverse indagini giudiziarie, a partire da quella sull’acquisto dei camici (poi trasformato in donazione) per il periodo del coronavirus, fino ad arrivare alle ultime indagini su tre commercialisti vicini alla Lega per una sospetta compravendita di un immobile da parte della Lombardia Film Commission.

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Attilio Fontana e l’inchiesta sui commercialisti vicini alla Lega «tutte chiacchiere»

Tutte chiacchiere, del resto, per il governatore della regione, che risponde così alle domande dei cronisti nel corso di una conferenza stampa: «Leggere di indagini fondate sul nulla, sulle gole profonde, mi lascia abbastanza indifferente. Quando avrò letto gli atti farò valutazioni, ma non sulle chiacchiere. È molto curioso che una persona debba fare valutazioni sulle inchieste senza leggere atti giudiziari».

Per Attilio Fontana, tutti questi passaggi non sarebbero mai dovuti uscire sulla stampa, ma ci sarebbe dovuto essere il segreto istruttorio. I tre commercialisti vicini alla Lega finiti agli arresti domiciliari sono Michele Arturo Maria Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni: sono loro a essere al centro della vicenda della compravendita del capannone per la Lombardia Film Commission, con il sospetto che la differenza tra il prezzo di acquisto e il valore reale dell’immobile possa essere servita ad altri scopi.

Curioso, a questo punto, che Fontana definisca chiacchiere le vicende legate a questa situazione: non si tratta semplicemente di indagini rivelate sui quotidiani attraverso retroscena, ma ci sono anche delle misure cautelari che, da politico di primo piano della Regione Lombardia, andrebbero commentate e non retrocesse a vox populi.

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