Conte ha convocato una conferenza stampa per dire che non ha ancora deciso nulla sulla Tav

di Gianmichele Laino | 07/03/2019

Conte sulla Tav
  • Giuseppe Conte ha convocato una conferenza stampa sulla Tav

  • Nessuna indicazione in più: il governo è in stallo

  • L'unica strada individuata è quella di un dialogo con Francia e Ue per prendere tempo

«Mi guardi, deve stare tranquillo» – dice il presidente al giornalista che gli chiede di una possibile crisi di governo sulla Tav. Giuseppe Conte prova a dispensare serenità e a cercare di fare buon viso a cattivo gioco. Ma è il segreto di Pulcinella che nel governo qualcosa non quadra sulla Tav. Il presidente del Consiglio, infatti, ha convocato una conferenza stampa d’urgenza, poco prima dell’inizio delle edizioni serali dei telegiornali. Il tutto per dire che sull’infrastruttura non c’è ancora una decisione da parte dell’esecutivo, con le due anime – Lega e M5S – ancora molto divise tra di loro.

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Conte sulla Tav, la conferenza stampa del nulla di fatto

Contrariamente ai retroscena e ai passi in avanti verso il completamento dell’opera, poi, Giuseppe Conte fa capire di nutrire delle perplessità sulla Tav, soprattutto dopo l’esito dell’analisi costi-benefici. Sa un po’ di marcia indietro rispetto a quanto fatto trapelare nelle scorse ore, ma il presidente del Consiglio cerca di stoppare le polemiche sul nascere: «Vi sfido a cercare una sola mia dichiarazione in cui mi dico favorevole alla Tav».

Poi entra nel merito: «Deve decidere la politica, quella con la P maiuscola – dice il presidente del Consiglio -. Ma oggi siamo allo stallo perché  le posizioni di M5S e Lega lo hanno creato: rispetto le due posizioni, ma non permetterò che pregiudizialmente si affermi una o l’altra indipendentemente dal percorso politico». E allora quale sarebbe la soluzione? Al momento, semplicemente, non c’è.

L’unica strada per Conte sulla Tav è parlare con Francia e Ue

«L’unica strada è proseguire, alla luce di ciò che emerso, alla luce dei forti dubbi emersi – dice Conte – verso un’interlocuzione con i partner di questo progetto, Francia e Ue, per condividere questi dubbi e le perplessità». Questo, del resto, già lo sapevamo. Era l’unica soluzione trovata dal vertice fiume di cinque ore della nottata tra il 6 e il 7 marzo. Conte si farà garante di questa interlocuzione andando personalmente in Europa a parlare con gli attori in campo. Sui quali, però, peserà il pregiudizio nei confronti del governo.

Il tutto con le imminenti scadenze per la presentazione dei bandi e per gli eventuali finanziamenti che potranno essere sottratti dall’Europa. Conte ribadisce che non ci sarà alcuna crisi di governo. Ma Luigi Di Maio e Matteo Salvini – il primo nel corso delle interviste odierne, il secondo da Potenza dove sta facendo campagna elettorale – sono sempre più distanti. «Mi guardi, deve stare tranquillo» – ripete Conte al giornalista che gli fa la domanda sulla crisi di governo. Ma forse, ci crede poco anche lui.

FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI