Raidue, la replica ironica di Luca Bizzarri a Carlo Freccero

di Gianmichele Laino | 05/01/2019

Luca Bizzarri
  • Carlo Freccero aveva annunciato la fine del programma di Luca e Paolo, Quelli dopo il Tg

  • Luca Bizzarri ha replicato in maniera ironica su Twitter

  • Nella giornata di ieri, l'argomento ha tenuto banco sui social network

Dopo la conferenza stampa di Carlo Freccero del 3 gennaio sulla sua nuova Raidue di cui è stato nominato direttore di rete, per tutta la giornata di ieri si sono susseguite le proteste, anche politiche con il Partito Democratico in testa, per l’eliminazione dai prossimi palinsesti di programmi di personaggi come Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, il duo comico Luca e Paolo di Quelli che il calcio, o ancora Costantino Della Gherardesca, conduttore della fortunata trasmissione Pechino Express.

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Luca Bizzarri, la replica ironica a Freccero su Twitter

Nella serata di ieri, dopo aver ricevuto perlopiù attestati di stima da tutto il mondo dei social network, è voluto intervenire sul tema anche uno dei diretti interessati, Luca Bizzarri. Per il comico genovese, che attualmente è anche presidente della Fondazione culturale Palazzo Ducale della città della Lanterna, si è trattata di una risposta glaciale alle polemiche sulla sua esclusione, insieme al collega Paolo Kessisoglu, dalla conduzione di Quelli che dopo il tg, programma che andava in onda subito dopo il Tg2.

L’attore, che insieme a Paolo è diventato famoso con il format Mediaset Camera Cafè e che stava ottenendo degli ottimi risultati di audience con il tradizionale programma della Rai che segue le partite della domenica pomeriggio, ha scritto un tweet in cui il bersaglio polemico è proprio il nuovo direttore di Raidue Carlo Freccero.

«Frè, c’ero» – ha scritto Luca Bizzarri su Twitter, facendo un gioco di parole con il cognome del direttore di Raidue. Un imperfetto che lascia poco spazio all’immaginazione e che sa di chiusura amara dell’avventura che Luca stava portando avanti insieme al collega Paolo e a tutto il team che stava lavorando alla stesura della nuova stagione di Quelli che dopo il Tg.

Il tweet ha riscosso – visto l’ampio dibattito della giornata – un buon successo e qualcuno ha persino risposto secondo lo stesso schema ironico: «Frè cciatina» rincara la dose un utente, «Ma Frè c’è o Frè ce fa?» risponde un altro. Insomma, l’ironia che ha sempre contraddistinto il mestiere di Luca Bizzarri la fa da padrone anche in un momento particolarmente difficile per il suo rapporto con la Rai.

Uno degli autori della trasmissione di Luca Bizzarri spiega le sensazioni del team di produzione

In ogni caso, a spiegare in maniera più diffusa il sentiment che circonda Luca e Paolo è l’autore televisivo Graziano Cutrona che, in un lungo post su Facebook rilanciato dallo stesso Luca Bizzarri su Twitter, ha voluto spiegare come ci si sente dopo l’eliminazione ufficiosa di Quelli che dopo il Tg dal palinsesto di Raidue.

«Molto probabilmente – scrive Cutrona – chiuderanno il programma a cui stavo lavorando. Dico “molto probabilmente” perché se ne parla molto di più sui social e sui media che non in Rai, azienda dalla quale non abbiamo ancora ricevuto una comunicazione ufficiale in tal senso». L’autore tv ha voluto sottolineare come il programma non sia mai stato al servizio di nessuna parte politica e che lo scopo della trasmissione è sempre stato quello di individuare, di volta in volta, un re da mettere a nudo. Il riferimento, tra le righe, è anche all’imitazione di Danilo Toninelli che è stata indicata come principale responsabile della chiusura del programma.

Alla fine, Cutrona non risparmia una stoccata anche a chi ha apprezzato la decisione di Carlo Freccero, indicato come direttore di rete dall’attuale maggioranza di governo: «Vi svelo una cosa incredibile, anzi due. Entrambe più credibili di quelle storie sulle scie chimiche – ha concluso Cutrona -. La prima: dietro ad un programma TV ci sono decine di persone che lavorano sodo, guadagnandosi onestamente la pagnotta. La seconda: i nostri soldi del canone servono solo a mantenere il baraccone Rai, i programmi vengono mantenuti (e si mantengono) con la raccolta pubblicitaria».

[Foto dall’account Facebook di Graziano Cutrona]