Di Maio e Di Battista insieme a Capodanno, con il piccolo Andrea per distrarre i social

di Redazione | 01/01/2019

Di Maio-Di Battista

Il proposito del ticket Di Maio-Di Battista per il 2019 è una legge che dimezzi lo stipendio ai parlamentari. Lo hanno annunciato ieri, tra un cin cin di auguri e una fetta di panettone proprio i due dioscuri del Movimento 5 Stelle: il primo impegnato nelle sue mansioni di vicepremier, ministro del Lavoro e ministro dello Sviluppo Economico, il secondo appena rientrato dal suo viaggio in Sud America per il Fatto Quotidiano. Due destini molto diversi, in questo ultimo anno, accomunati dalla voglia di far alzare la testa al Movimento nei sondaggi, in cui è dato molto dietro alla Lega.

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Di Maio-Di Battista, la foto che i militanti aspettavano

Il fatto che Di Maio e Di Battista abbiano passato insieme il Capodanno era una voce nota sui social network e nei retroscena dei giornali. Entrambi avrebbero dovuto realizzare un video-messaggio da mandare in rete in concomitanza con quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con quello – tentativo di lesa maestà – di Beppe Grillo che, per l’occasione, si è mascherato da culturista.

Invece, il discorso è stato rimandato a oggi, proprio per non calpestare i piedi al fondatore del Movimento e per concedergli in esclusiva lo spazio che negli ultimi anni si è ritagliato. Ma i primi messaggi arrivano via social network. Di Maio e Di Battista si sono fatti fotografare insieme al piccolo Andrea, il figlio di Di Battista, con il vicepremier che sorregge il bambino dell’amico fraterno.

Di Maio-Di Battista e l’uso spregiudicato del piccolo Andrea

Uno spaccato familiare volto a distrarre l’attenzione dei social network. L’utilizzo sempre più spregiudicato di questo mezzo di comunicazione da parte del Movimento 5 Stelle ormai non sorprende più, anche se qualcuno ha continuato a indignarsi per la presenza di un minore (tra l’altro il volto non è stato oscurato nel tweet originale) dato in pasto all’opinione pubblica. La promessa fatta da Di Maio (e da un Di Battista che a sua volta è pronto a un impegno diretto per il Movimento) è quella di una legge per il 2019 che preveda un taglio di stipendio per i parlamentari. Soltanto il tempo ci dirà se resterà una splendida idea di fine anno, evaporata insieme alle lenticchie e al cotechino, oppure se sarà misura concreta per risollevare il M5S dalla palude in cui è stato trascinato dalla Lega.