Siete pronti a comprare un televisore nel 2021 e a pagare l’Iva al 26,5%?

Cronache dal futuro prossimo. Italia, 2021. Entri nel negozio di elettronica e scegli un televisore modesto, da circa 300 euro. Lo paghi quasi 10 euro in più. Vai dal parrucchiere? Su un taglio da 15 euro, devi aggiungerci almeno altri 30 centesimi. E se il parrucchiere arrotonda per eccesso, quei pochi spiccioletti diventano anche qualcosa in più. Succederebbe questo con un aumento dell’Iva al 26,5%, esattamente quello previsto dalla manovra economica come clausola di salvaguardia nei confronti di Bruxelles.

Aumento Iva, la clausola di salvaguardia

Se, infatti, l’Italia non dovesse rispettare i parametri europei nel rapporto deficit/pil nel prossimo anno, il governo si è impegnato con l’Europa, tra le altre cose, anche ad aumentare l’Iva. Al 25,2% nel 2020 e al 26,5% per l’anno successivo. Mentre adesso, lo si ricorda, è al 22%. Ma ad aumentare, secondo questa clausola, saranno anche i prodotti e i generi alimentari per cui la tassazione, al momento è al 10%. Frutta e verdura, ma anche carne e panificati vedrebbero aumentare la propria Iva fino al 13%.

Uno scenario che, alla lunga, andrebbe a incidere pesantemente nelle tasche degli italiani. Reddito di cittadinanza e quota 100 che, nonostante le revisioni, restano le misure più pesanti nella manovra, valgono un aumento generalizzato dei prezzi? La clausola di salvaguardia serve proprio a rassicurare l’Europa. Che continua a essere scettica sulle capacità dell’Italia di rispettare i parametri europei con questa manovra di bilancio, ma che adesso è molto più sicura vista la presenza di questi rincari che, complessivamente, avranno il valore di 24 miliardi in più oltre a quelli già previsti.

Le rassicurazioni di Salvini e Di Maio sull’aumento Iva

Per questo, stamattina sia Matteo Salvini, sia Luigi Di Maio hanno fatto la corsa con i giornalisti per scongiurare gli aumenti dell’Iva nei prossimi anni. «Non l’abbiamo aumentata quest’anno e non l’aumenteremo nei prossimi anni» – dice Salvini dal Fatebenefratelli. «Non ci sarà alcun aumento dell’Iva e risalirei su quel balcone» – gli fa eco Di Maio.

Ma il rischio concreto c’è, anche perché altrimenti Bruxelles non avrebbe chiesto delle clausole così dispendiose. Questo via libera alla manovra del popolo rischia di essere un bagno di sangue non per l’anno 2019 (quello in cui ci saranno le elezioni europee), ma per quelli successivi. Quando la situazione politica potrebbe essere completamente ribaltata.

FOTO: ANSA/TV/LA7

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