La nuova accusa a Luigi Di Maio: ha fatto da prestanome per il padre

03/12/2018 di Enzo Boldi

Un nuovo capitolo sulla Ardima Srl si aggiunge al romanzo che vede come protagonista la famiglia Di Maio. Dopo aver indagato sui lavoratori in nero nell’azienda edile legata al leader del Movimento 5 Stelle, la trasmissione Le Iene continua scavare sul passato del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico paventando un’ipotesi di reato quasi più grave: Luigi Di Maio sarebbe, infatti, stato utilizzato dal padre come prestanome per tutelare i beni dell’azienda di Mariglianella (Napoli).

Sotto i riflettori ci sarebbe l’intestazione – al 50%, la restante metà dell’impresa di famiglia fa riferimento alla sorella Rosalba – della Ardima Srl per evitare che Equitalia, con cui il padre Antonio avrebbe una posizione debitoria per 176mila euro, facesse rivalsa sui beni dell’azienda stessa. Le Iene, con un altro servizio firmato Filippo Roma, hanno scavato ancora una volta nel passato del Vicepresidente del Consiglio, andando a indagare sulle carte della Ardima Srl e trovando una cartella esattoriale da a carico dell’azienda di famiglia.

Luigi Di Maio prestanome per il padre?

Un debito maturato da Antonio Di Maio. Per evitare che Equitalia si rifacesse sui beni dell’azienda per la riscossione del debito – almeno questa è l’ipotesi rilanciata nel servizio andato in onda ieri sera – il padre di Luigi Di Maio avrebbe utilizzato un sotterfugi per evitare di vedere intaccato il valore della Ardima Srl, intestando ai figli Luigi e Rosalba l’azienda (entrambi al 50%) non facendo ricadere su di essa la posizione debitoria e quindi la rivalsa da parte dell’agenzia di riscossione.

Le Iene ipotizzano un reato: concorso in elusione fraudolenta

La trasmissione di Italia1, si è anche messa in contatto con lo studio legale Martinez & Novebaci. Gli avvocati, dopo il racconto e la visione degli elementi raccolti da Filippo Roma e da Le Iene, hanno anche parlato di una fattispecie di reato che – a questo punto, qualora fosse confermato l’impianto accusatorio raccolto nel corso delle ultime settimane (che resta, comunque, al di fuori delle aule della Magistratura, per il momento) hanno parlato di «concorso in elusione fraudolenta». Il tutto a carico non solo di Luigi Di Maio, ma anche della sorella Rosalba.

(foto di copertina: ANSA/FILIPPO VENEZIA)

 

Share this article