Le Iene, Di Maio ammette: «C’è stato lavoro nero, prendo le distanze dal comportamento di mio padre»

di Redazione | 28/11/2018

di maio
  • Di Maio davanti alla telecamere delle Iene ammette che «c'è stato lavoro nero» nell'impresa edile di famiglia

  • «Prendo le distanze da questo comportamento di mio padre», ha affermato il vicepremier

  • Sui nuovi tre casi di operai non in regola il ministro ha manifestato la disponibilità ad effettuare nuove verifiche: «Ditemi tutto e chiedo»

«C’è stato lavoro nero e prendo le distanze da questo comportamento». È quanto affermato dal leader M5S e vicepremier Luigi Di Maio nel secondo servizio mandato in onda dalla trasmissione Le Iene sui lavoratori in nero nell’azienda edile di suo padre Antonio. Domenica scorsa il programma di Italiauno ha raccontato la storia di Salvatore Pizzo, un operaio che ha denunciato di aver lavorato nell’impresa dei Di Maio per un anno senza contratto. Ieri sono spuntati i casi di altri tre dipendenti non in regola. Due di loro hanno confermato di non essere stati inquadrati. Il ministro di Lavoro e Sviluppo Economico ha ammesso l’irregolarità del primo caso e si è detto disponibile ad effettuare verifiche anche sulle altre vicende.

Le Iene, Di Maio: «Sì, c’è stato lavoro nero nell’azienda di mio padre»

«Lasciami dire che non prendo le distanze da mio padre, a cui voglio bene, il suo modus operandi non è stato quello di avere lavoratori in nero», ha detto Di Maio davanti alla telecamera delle Iene. Il vicepremier ha prima sostenuto che quella di Pizzo è una vicenda isolata («L’ho chiesto a mio padre. Mi ha detto di sì»), poi è detto di non essere a conoscenza degli altri casi.

Un operaio di nome Mimmo avrebbe lavorato in nero per tre anni. «Come sempre sono a tua disposizione. Io posso chiedere e posso fare le verifiche. Ditemi di cosa si tratta e verifichiamo», sono state le parole di Di Maio all’inviato Filippo Roma. Giovanni invece non sarebbe stato in regola per 8 mesi. «Di questi nomi non so nulla, come non sapevo nulla di Salvatore Pizzo. Ho fatto le mie verifiche e mi sono messo a disposizione», ha ribadito ancora il capo politico del Movimento 5 Stelle. Che ha anche lanciato qualche frecciata al precedente governo: «Non ho nessuna volontà, né la posizione per favorire mio padre. Rispetto al passato, quando si andava a fare il giro di qualche banca per aiutare il padre, lo ha faceva qualche ministro, io non sono andato all’ispettorato nazionale a dire ‘Non fate uscire questa cosa’. Per tutta la trasparenza sono a disposizione». E ancora: «Se ci sono stati altri errori, non li posso tollerare. Se dobbiamo certificare altri casi, come vi ho certificato questi, certifichiamo anche gli altri».

«Io sono stato inquadrato, lo dimostrerò»

E alla domanda ‘Ma lei non si è mai accorto di niente?’ Di Maio ha risposto: «La mia collaborazione con l’azienda è stata molto bassa. Il rapporto con mio padre non è stato dei migliori». E ha garantito: «Quelle poche volte che ho lavorato l’ho fatto in maniera assolutamente regolare». «Sono stato inquadrato». E si è detto pronto a fornire tutti i documenti per dimostrarlo. Le Iene attendono.

(Immagine di copertina da video di: Le Iene / Mediaset)