Silvia Romano, chi è la volontaria italiana in Kenya e cosa ci fa lì

di Redazione | 21/11/2018

Silvia Romano
  • Stando alle prime indiscrezioni, la volontaria rapita in Kenya sarebbe Silvia Romano

  • La presidente della onlus Africa Milele: «Sono sconvolta»

  • La 23enne di Milano si occupa dei bambini di Chakama

Il sorriso e la voglia di mettersi a disposizione degli altri. In attese di conferme ufficiali dalla Farnesina, che al momento non conferma né smentisce l’identità della 23enne italiana rapita in Kenya, indiscrezioni di stampa parlano di Silvia Romano, giovane milanese che si è laureata nello scorso mese di febbraio e che ha intrapreso un’azione di volontariato in Kenya con la onlus Africa Milele.

LEGGI ANCHE > Kenya, rapita una cooperante italiana di 23 anni

Chi è Silvia Romano e perché si parla di lei

Il profilo Facebook della ragazza è pieno di foto che documentano la sua presenza nel Paese africano in questi ultimi giorni. In un primo momento, si era recata lì già nel mese di agosto. Il suo obiettivo, come si evince da diverse petizioni realizzate per la onlus Africa Milele e disponibili su diversi siti internet, era quello di prendersi cura dei bambini di Chakama. In modo particolare, negli ultimi tempi, Silvia Romano aveva lanciato una raccolta fondi per completare una ludoteca all’interno della quale dare conforto ai piccoli bambini di questo angolo di Kenya.

Qual era il progetto con la onlus Africa Milele di Silvia Romano

«Questa raccolta fondi – scriveva Silvia Romano a proposito dell’ultimo obiettivo che aveva fissato nella sua missione di cooperazione internazionale – serve per l’acquisto di una tanica che permetta la raccolta e il recupero di 10.000 litri di acqua piovana per le emergenze siccità consuete. In particolare, per cucinare, lavare, irrigare e per il funzionamento  dei bagni della ludoteca.
Nella quota da raggiungere , oltre all’acquisto della tanica, è compresa la costruzione della base e lo scarico della grondaia».

«Sono basita, non ho più lacrime per piangere e sono sconvolta dalla notizia – ha detto la presidente della onlus, Lilian Sora, che ha confermato il rapimento di una 23enne di Milano, ma non ha ancora confermato la sua identità – Operiamo in quella zona da oltre cinque anni su diversi progetti. Si tratta di un’area tranquilla dove non è mai successo niente del genere. Siamo in costante contatto con la Farnesina e attendiamo risvolti positivi affinchè possa essere al piu’ presto liberata la nostra volontaria».

La palestra dove Silvia Romano lavorava: «È ripartita a ottobre»

Milele è una parola in lingua swahili e significa ‘per sempre’. Silvia Romano aveva sposato il progetto subito dopo la sua laurea in mediazione linguistica, con una tesi sugli esseri umani. Prima di partire per il Kenya, ha lavorato anche per una palestra milanese, la Zero gravity. Una ragazza normale, che voleva fare dell’aiuto al prossimo la sua principale missione. E che ora deve fronteggiare una situazione imprevedibile.

«Silvia ha collaborato con noi nell’ultimo anno – raccontano dalla palestra Zero gravity in via Vavassori Peroni – faceva l’istruttrice di acrobatica. Era andata via a luglio e sapevamo che inizialmente sarebbe dovuta rimanere fino a settembre, per poi tornare a tenere i corsi da noi a ottobre. Poi però ci ha chiamato dicendoci che sarebbe ripartita a ottobre e quindi avrebbe lasciato i corsi da noi. Ma era quello che desiderava». Insomma, un’altra conferma indiretta sull’identità della 23enne rapita in Kenya.

La Procura di Roma, ora, ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al rapimento in Kenya della cittadina italiana. Nel procedimento, coordinato dal pm Sergio Colaiocco, si ipotizza il reato di sequestro di persona per finalità di terrorismo. Nei suoi ultimi messaggi su Facebook, Silvia Romano appariva serena. Il suo motto è ben inciso nella sua pagina personale: «Si sopravvive di ciò che si riceve ma si vive di ciò che si dona».