Il senatore De Falco: «Di Maio mi ha mandato tanti messaggi, mi ha chiesto di salvare il governo»

di Redazione | 31/10/2018

de falco
  • Il senatore Gregorio De Falco è uno dei dissidenti del M5S sul decreto legge sicurezza caro alla Lega e a Matteo Salvini

  • In due interviste oggi racconta: «Luigi Di Maio mi ha inviato tanti messaggi, mi ha chiesto di no far cadere il governo»

  • Nei giorni scorsi il parlamentare ha incontrato anche il premier Giuseppe Conte

«Luigi Di Maio mi ha inviato tanti messaggi», «Mi ha chiesto di non far cadere il governo». È quanto racconta oggi Gregorio De Falco, uno dei senatori del Movimento 5 Stelle che hanno presentato emendamenti al decreto legge sicurezza e che in Aula potrebbero esprimere voto contrario al provvedimento caro alla Lega e a Matteo Salvini, mettendo a rischio la tenuta della maggioranza. In due interviste (una al Corriere della Sera, di Alessandro Trocino, e una alla Stampa, di Ilario Lombardo) il comandante che ordinò a Francesco Schettino di risalire a bordo della Costa Concordia rivela uno scambio avuto qualche giorno fa con il vicepremier e di un incontro con il premier Giuseppe Conte.

M5S, De Falco: «Di Maio mi ha chiesto di non far cadere il governo»

Al Corriere ha detto: «Me lo ha scritto anche Di Maio in un messaggio: Gregorio, non fare cadere il governo. Ma scusate, pensate davvero che un governo possa cadere per De Falco? Sung nu fess? Con tutti i condono, la Tap, la Tav, la Bce, pensate che caschi con i miei emendamenti?». E ancora, sull’invito a ritirare gli emendamenti: «Di Maio mi aveva mandato molti messaggi amichevoli. E l’altro giorno ho incontrato anche il premier Conte. Gli ho spiegato che da 24 emendamenti scendevo a 8 e poi a 6, il minimo indispensabile. Perché ci sono profili di incostituzionalità nel decreto». De Falco dice che il capo del governo è sembrato d’accordo, «anche se ha chiesto tempo per studiare meglio».

Alla Stampa De Falco ha precisato di non essere deluso dai pentastellati intenzionato a lasciare il Movimento: «Resto nel M5S come resto nella Marina militare, avendo sempre come bussola la Costituzione. Se mi cacciano dirò quello che ho fatto e il motivo per cui sono stato mandato via. Un proverbio dice: puoi costringere il mulo ad andare alla fonte, ma non puoi costringerlo ad abbeverarsi. La fonte è ovviamente il diritto».

(Foto di copertina da archivio Ansa: il senatore Gregorio De Falco nell’aula del Senato durante la prima seduta della XVIII Legislatura, il 23 marzo 2018. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)