Salvini posta intervista
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Salvini condivide l’intervista di Pietro Zucco contro Mimmo Lucano

C’è un altro capitolo della vicenda di Mimmo Lucano e dell’attacco subito dal sindaco di Riace arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina da parte di Matteo Salvini. Nelle scorse ore, il ministro dell’Interno – sui suoi account social – aveva diffuso un video realizzato da Calabria Magnifica, un sito d’informazione locale, risalente all’aprile del 2016. Nel video, si possono ascoltare parole piuttosto pesanti da parte di un signore che si qualifica come Pietro Zucco e che si scaglia contro Mimmo Lucano.

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Salvini posta intervista di Pietro Zucco

L’uomo in questione dichiara: «Nel paese della solidarietà e dell’accoglienza non ci sono soldi per le famiglie che stanno male: il sindaco mente – lo ha fatto anche a Porta a Porta – sull’assenza di atti di violenza in paese. Il primo a essere stato preso a schiaffi è lui, poi c’è stato un sequestro di persone, accoltellamenti a Riace marina e una bandiera bruciata. Lui epura e depura: epura chi lo contesta e depura le cose quando ci sono le interviste».

Pietro Zucco e la storia dell’arresto della Guardia di Finanza

Ovviamente, si tratta di un’opinione personale (e non verificata) di un cittadino tra l’altro impegnato politicamente a Riace (in quanto amministratore) nel periodo compreso tra il 1980 e il 1990. Ma quanto emerge nelle ore successive a questa «illustre» condivisione sui social network del ministro dell’Interno appare ancor più grave. Alcune cronache del 2011 descrivono, infatti, l’arresto di Pietro Zucco per presunte intestazioni fittizie. La Guardia di finanza della Tenenza di Roccella Jonica aveva emesso il provvedimento insieme a quelli relativi all’arresto di Vincenzo Simonetti e di Antonio Marulla.

Successivamente, in merito a questa storia, è arrivata la nota dell’avvocato di Zucco, che ha chiarito alcune cose: «Il Tribunale di Locri con sentenza 207/2013 lo ha assolto dall’aggravante mafiosa per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta Ruga-Metastasio avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis. La sentenza è stata sul punto confermata dalla Corte di appello di Reggio Calabria e dalla Suprema Corte di Cassazione. Vincenzo Simonetti non fa parte di alcuna cosca Ruga-Metastasio ed è stato con la suddetta sentenza assolto dalla contestazione di cui all’art. 7 per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta. Zucco ha lavorato nei progetti per l’accoglienza come insegnante e, per ricevere il dovuto, è stato costretto ad intentare una causa civile che ha vinto con condanna della associazione che non lo voleva pagare. Zucconon è stato mai il prestanome della ‘ndrangheta e la foto di giornale pubblicata (su alcuni siti, ndr) con Vincenzo Simonetti si riferisce ad una notizia per la quale è stata pronunciata sentenza di assoluzione per l’aggravante mafiosa».

Insomma, la storia suggerirebbe un minimo di prudenza in più per un ministro dell’Interno (che invece la condivide sui propri canali social) e che ha affermato, nel luglio scorso tra Palmi e San Ferdinando, «la ‘ndrangheta mi fa schifo».

La condivisione di un pezzo di servizio, l’autore: «Quel video è stato strumentalizzato»

Tanto più se lo spezzone di intervista è completamente estrapolato dal contesto. L’autore del servizio per Calabria Magnifica tv – Luigi Mussari – ha parlato con Giornalettismo: «Il video originale è lungo 8 minuti – ha dichiarato – e il mio intento era quello di fornire uno spaccato di Riace per sottolineare il lavoro svolto da Mimmo Lucano, in occasione del riconoscimento ottenuto dalla rivista Fortune (inserito tra i 50 uomini più influenti del pianeta, ndr). Invece è stata ripresa soltanto l’intrevista a questo personaggio che io non conoscevo e che si è offerto di parlare».

Lo stesso Mussari ha affermato che, in occasione di quel servizio, aveva incontrato difficoltà a interagire con la gente del posto. Tuttavia, parla chiaramente di strumentalizzazione dello spezzone da parte di chi gestisce gli account social di Matteo Salvini e di tutti quei politici – da Giorgia Meloni a Gianni Alemanno – che lo hanno condiviso: «Io non ne sapevo nulla, c’è stata una strumentalizzazione. Ho iniziato a ricevere messaggi da persone che mi dicevano quello che stava succedendo. Io sono sempre stato neutrale e indipendente dalla logica della politica nel mio modo di vedere le cose».