Se Alyssa Milano è «troppo sexy» per l’audizione di Brett Kavanaugh, abbiamo un problema

di Gaia Mellone | 28/09/2018

Durante l’udienza del comitato giudiziario del Senato di giovedì è stata scritta la storia: Christine Blasey Ford ha testimoniato di fronte al Senato di essere stata vittima di un’aggressione sessuale da parte del candidato alla giustizia della Corte Suprema Brett Kavanaugh. Accuse che sono state poi sostenute da racconti simili di altre 3 donne. Brett Kavanaugh potrebbe diventare il Weinstein del mondo giudiziario, e il movimento #Metoo non è mancato di sostenere la testimonianza di Christine e le altre donne. All’udienza si è presentata l’attivista e attrice Alyssa Milano, un’altro dei volti simbolo del movimento. La sua presenza non è stata però gradita: colpa di un abito troppo scollato.

I social media si sono concentrati con grande passione su ciò che l’attrice aveva deciso di indossare mentre ascoltava la testimonianza di Christine Ford. «Non è possibile prenderla seriamente se si veste così per un’audizione come questa» è stato uno dei primi commenti condivisi su Twitter, seguiti da frasi come «questo non è Hollywood e il sesso non vende, un altro motivo per cui gli attori dovrebbero attenersi alle linee di lettura» e attacchi diretti:  «Il vestito che indossavi per l’udienza di Kavanaugh è di per sé rivelatore delle tue motivazioni per essere lì presente». E ancora: «Quel sacco di immondizia di Alyssa Milano che fa photobomb all’udienza di Kavanaugh. È alla ricerca disperata di attenzione» scrive una ragazza su twitter, rincalzata da un’altra utente che scrive «Dio aiuti i tuoi figli, sopratutto il maschio. Spero non venga mai accusato di stupro. E per favore, copriti il seno, sono disgustato. Sul serio».

L’abbigliamento è stato considerato «inappropriato» per assistere ad una testimonianza di violenza sessuale. Così facendo viene perpetrato il solito stereotipo secondo cui il modo in cui si veste una donna definisce le sue idee e la rende più o meno degna di credibilità. Catherine Ford aveva un abbigliamento sicuramente diverso, cosi come diverso è il suo ruolo: è una professoressa, è una vittima che sta testimoniando il suo trauma, stava parlando di fronte al Senato. Alyssa Milano è un’attrice, è più giovane, ed era tra il pubblico. La sua era una presenza simbolica.  Mettere a confronto le due donne non fa altro che confermare l’importanza di movimenti come quello del #metoo.

L’unica polemica fondata, è stata quella legata al live-tweeting che l’attrice stava facendo dal suo cellulare. In aula era infatti vietato fare video, foto o condividere sui social estratti della testimonianza o commenti. In una ripresa infatti si vede un’addetto alla sicurezza che sequestra il telefonino ad Alyssa Milano.

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(Photo by Michael Reynolds/Pool/ABACAPRESS.COM)