Chi è il deputato M5S che ha detto: «Metti il reddito di cittadinanza e tutti trombano come ricci»

In principio fu un tweet, passato piuttosto inosservato il 20 settembre scorso. Il deputato del Movimento 5 Stelle Massimo Baroni, eletto già nella scorsa legislatura e confermato alle elezioni del 4 marzo, ha affermato: «Metti il reddito di cittadinanza il Italia e vedi come iniziano a trombare tutti come ricci», con tanto di GIF animata anche un po’ sessista, se vogliamo:

Massimo Baroni, il suo tweet e la spiegazione a Radio Capital

L’episodio era stato notato soltanto dai palati fini (il tweet non ha avuto una diffusione capillare come quelli degli altri esponenti del governo giallo-verde, toccando al massimo – fino a questa mattina – la settantina di condivisioni). Poi, però, è intervenuta Radio Capital che ha sottolineato l’accaduto al suo Tg Zero. Il deputato Baroni si è giustificato così: «Quel tweet rappresenta soltanto un’espressione ultracolorata che serve per riuscire a parlare di reddito di cittadinanza. Altrimenti ci troviamo a parlare solo di immigrati che secondo molti economisti portano il pagamento delle pensioni».

Insomma, una piccola marcia indietro, dovuta anche al fatto che – parola dello stesso Baroni – il deputato è uno acqua e sapone: «Sono un cittadino che abita in periferia – ha detto sempre a Radio Capital – prima di essere onorevole. Ho fatto il cameriere, il portiere d’albergo, e le pulizie». Ma l’espressione «trombare come ricci», a memoria, un deputato della Repubblica non l’aveva ancora detta in un contesto pubblico (anche se qualcuno, si farà notare, ha detto di peggio).

«Il reddito di cittadinanza farà trombare come ricci»

L’assioma viene così spiegato: «Con il reddito di cittadinanza si va a mangiare una pizza e poi, a rientro a casa, si fa un incontro amoroso». Una visione parziale e preoccupante di una misura già discussa e che così verrebbe ridotta esclusivamente a un modo per avere più rapporti sessuali e, di conseguenza, fare più figli. Se consideriamo che il deputato Baroni fa parte della commissione Affari sociali alla Camera, il quadro si completa.

Tuttavia, nella tarda serata di ieri, il deputato è intervenuto per chiarire ulteriormente la sua posizione. Ha pubblicato l’intervista integrale a Radio Capital, per dimostrare la cattiva fede – a suo modo di vedere – di Ilaria Iacoboni, la giornalista che l’ha contattato: «Si dimostra la malafede, altro che codice deontologico dei giornalisti! – ha scritto Baroni su Facebook – La Iacoboni ha stravolto il senso dellerisposte che ho fornito e tagliato – censurando – il contenuto delle risposte, per farmi passare per un portavoce M5S superficiale e incompetente».

La difesa di Massimo Baroni e la pubblicazione dell’intervista integrale

Il deputato sottolinea come nei primi 11 minuti di intervista si è parlato di alcuni dirigenti apicali del Ministero dell’Economia e Finanze asserviti ai profitti privati dell’Azzardo di Stato, scoop pubblicato dal Fatto Quotidiano. Soltanto in un secondo momento l’intervista è virata sull’espressione «trombare come ricci». Ma le parole sono state prima twittate e poi ribadite a microfono aperto. Quindi, può essere attribuita benissimo al deputato Massimo Baroni. 

Il suo finale attacco alla categoria dei giornalisti su Facebook sembra strumentale e inserito in quel dibattito aperto dal Movimento 5 Stelle dopo la diffusione dell’audio di Rocco Casalino: «Che fa l’Ordine dei Giornalisti? Tace? Tutti muti? Apre inchieste solo su conversazioni private tra giornalisti? Oppure serve solo per tutelare giornalisti “amicici” di una vita i cui audio, magari, non sono mai usciti?».

Ecco, magari, se quelle frasi – inopportune per una persona che riveste un ruolo istituzionale – non fossero mai state pronunciate, non ci sarebbero stati gli articoli dei giornalisti. Ma la colpa, ahinoi, è sempre la nostra.

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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