Perché la nave Aquarius 2 rischia di diventare “pirata” e cosa c’entra l’Italia

di Gaia Mellone | 24/09/2018

migranti

Tutto è cominciato dallo stop di Panama, che ha avviato questa mattina l’iter per togliere la bandiera alla nave Aquarius 2, gestita dalle ong Sos Méditerranée e Medici senza frontiere. Levare la bandiera significa, in parole povere, renderla una nave “pirata”. Una decisione che Ong non hanno chiaramente condiviso, e hanno sottolineato che la colpa sarebbero le «evidenti pressioni delle autorità italiane». Matteo Salvini dal Viminale però smentisce qualsiasi coinvolgimento o pressione, ma su twitter il vicepremier lancia una frecciatina: «Mentre Panama toglieva la bandiera alla nave Ong Aquarius 2, che torna così ad essere una ‘nave fantasma’, la Guardia costiera libica salvava e riportava in Libia più di 200 immigrati. #portichiusi, stop a scafisti e trafficanti!». Intanto, l’Unione Europea si sfila dalla questione: «La situazione legale dell’Aquarius 2 è questa – spiega Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea – è una nave senza bandiera europea, e ha operato in un’area di ricerca e salvataggio libica, quindi non impegna la responsabilità europea. Nessuno Stato membro si è fatto avanti». 

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Innegabile che la politica dei porti chiusi abbia colpito duramente le attività delle navi gestite da Ong che compiono operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Il loro ruolo era già stato messo in discussione con l’inchiesta, poi chiusasi assolvendo appieno le Ong tedesca Sea Watch e la spagnola Proactiva Open Arms. Il gip Guglielmo Nicastro aveva stabilito che non avevano commesso alcun reato e che sopratutto non avevano alcun collegamento con i trafficanti libici, come erano stati accusati. Eppure Matteo Salvini ancora non molla e ribadisce: «Denuncerò le ong che aiutano gli scafisti». E sempre agli scafisti ha dedicato un commento in seguito all’approvazione del decreto sicurezza, definito, tra le altre cose, come un «passo avanti contro mafiosi, delinquenti e scafisti».

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Aquarius 2 senza bandiera, da salvatori a pirati. La condanna di Bullman 

Intanto, Aquarius naviga in acque poco chiare, rischiando di trasformarsi da eroe a pirata, come in una trama di un film Disney. Qualcosa di simile era già successo ad agosto, quando Gibilterra le tolse la bandiera, concessagli quasi subito poi da Panama, che permise così alla nave di continuare le operazioni in mare inserendola nei loro registri navali.

A sostegno della Aquarius 2, più o meno, è arrivata una dichiarazione dell’Unione Europea :«Esprimiamo solidarietà all’equipaggio. Ma tutti gli attori nel Mediterraneo devono rispettare la legge internazionale» ha dichiarato una portavoce della Commissione Ue sulla decisione di Panama aggiungendo che «abbiamo riconosciuto e lodato il ruolo cruciale delle ong. Il nostro obiettivo è chiaro, è quello di arginare il flusso della migrazione illegale e sostituirlo con quella legale».

Intanto, a usare parole ben più forti è il presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) al Pe, Udo Bullmann, che definisce la scelta di Panama «un atto disumano, irresponsabile e vergognoso». Secondo lui, le pressioni italiane si sono fatte sentire, eccome: «Ancora una volta il ministro Salvini ha dimostrato la sua bassezza, costringendo l’Autorità marittima di Panama, minacciata da sanzioni commerciali, a ritirare la bandiera di registrazione della nave di salvataggio dei migranti Aquarius 2». Un atto con cui il governo italiano condanna «centinaia di persone, alla disperata ricerca di salvezza, a trovarsi una tomba nel mare», ha continuato Bullman, che si scaglia contro il disinteresse dimostrato dall’Unione Europea in occasione del summit di Salisburgo, dove ha perso una buona opportunità per «stabilire regole di ricerca e soccorso internazionali comuni ed efficaci nel Mediterraneo». Così facendo, secondo Bullman, si promuove l’irresponsabilità, «lasciando un vuoto in mare che rischia di condannare a morte migliaia di persone. Questo sarebbe, ed è già, una vergogna per i valori che l’Ue rappresenta».

Bullmann si schiera completamente a favore delle Ong, lanciando un invito «a premiare le Ong che salvano la vita di rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo, con il Premio Sakharov 2018 del Parlamento europeo».

Aquarius 2 senza bandiera, «mai vista una cosa del genere in tutta la mia vita da armatore»

Contro Matteo Salvini anche le dichiarazioni del presidente di Sos Mediterranee France, Francis Vallat, che durante una conferenza stampa a Parigi ha puntato il dito contro le «bugie e il clima di disinformazione incredibile, come quando dicono che aiutiamo i trafficanti di esseri umani». Vallat continua dicendo che «nella mia vita di armatore, non avevo mai visto una cosa del genere, è la prima volta» e chiede apertamente a Panama di ritirare la sua decisione. Una richiesta sostenuta anche dal direttore delle operazioni di Sos Méditérranèe, Frédéric Penard, che dice di aver letto una missiva con le giustificazioni delle autorità panamensi, dove le pressioni italiane risultano «evidenti».

Aquarius 2 senza bandiera, l’appello «Marsiglia faccia un’eccezione e ci faccia approdare»

«Mi rivolgo solennemente a tutti i Paesi europei, che sono degli Stati di diritto. Non lasciate fare questo. Si può essere pro o contro l’Aquarius, ma violare lo stato di diritto, lasciando l’Aquarius senza una bandiera, sarebbe una vergogna» ha continuato Francis Vallat, chiedendo per la Aquarius 2 «una bandiera qualsiasi, per poter continuare a fare le nostre operazioni. Non possiamo fermarci, non vogliamo fermarci, non fermeremo la nostra missione per il salvataggio delle vite umane». Sos Méditérranèe si è rivolta direttamente alla Francia, chiedendo di viuolare per una volta alla regola del porto sicuro più vicino e permette alla Aquarius di sbarcare a Marsiglia con i 58 migranti a bordo. Da Parigi però è arrivato il diniego: «Per ora, la Francia dice no» ha dichiarato il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire durante un’intervistato con Bfm-Tv-Rmc, aggiungendo che «se non definiamo delle regole comuni, non riusciremo ad affrontare la sfida dell’immigrazione». Il ministro ha ribadito che la nave deve attraccare «nel primo porto sicuro, che non è Marsiglia», mentre il deputato della Republique En Marche Said Ahamada, sempre allo stesso network, ha sollecitato l’Italia a rispettare le regole, «se l’Italia vuole continuare a far parte dell’Europa deve rispettare le regole». Ahamada ha poi aggiunto che il diritto internazionale marittimo deve essere applicato a tutti i paesi, aggiungendo, riferendosi all’Italia, che i «paesi sovrani non possono ignorare le regole comuni solo perché si sono svegliati un giorno e hanno deciso così».

Aquarius 2 senza bandiera, colpevole è Salvini e non la Guardia Costiera

Ma l’Italia non è Salvini, o almeno non solo. Il direttore di Sos Mediterranée, Frédéric Penard ha reso omaggio alla «professionalità e alle competenze» dei guardacoste italiane e dichiara di avere grande ammirazione nei confronti del centro di coordinamento dei soccorsi di Roma, che «ha sempre fatto il suo lavoro, ha sempre risposto presente. Non ha mai evitato le questioni difficili. Le relazioni operative sono sempre state molto buone e solidali. Poi, c’è la politica…». Il ruolo dei guardacoste italiane è stato lodato anche dalla vicepresidente Sophie Beau, che ha sottolineato come spesso sia Roma a fare da «supplente» agli omologhi libici che «al telefono rispondono pochissimo».

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GUIDELLI)