Così Conte è rimasto “intrappolato” da Casalino: «L’audio non ci voleva»

di Redazione | 23/09/2018

Casalino

Il “terremoto” istituzionale provocato dall’uscita di una nota audio di Rocco Casalino in cui prometteva un’epurazione al ministero dell’Economia non si è verificato.

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Audio Casalino, Conte preoccupato da ingerenze

Il portavoce di Palazzo Chigi continuerà a guadagnare più del primo ministro e a svolgere il ruolo di longa manus di Luigi Di Maio nei corridoi della presidenza del Consiglio (come sostiene qualcuno).

Tuttavia il disagio espresso da Giuseppe Conte è tangibile, tanto da fargli dire “questa non ci voleva” ai suoi collaboratori. Il colloquio con Casalino c’è stato ma si è rivelato più un chiarimento rispetto a una sfuriata.

La ricostruzione della vicenda è stata fatta dal Corriere della Sera:

L’uomo della comunicazione di Palazzo Chigi per ora resta al suo posto, blindato dal M5S e da Giuseppe Conte. Dopo alcune (tumultuose) ore, in cui il destino dell’ex protagonista del Grande Fratello è rimasto appeso a un filo di ragnatela, il premier ha rinnovato la sua “piena fiducia” a Rocco Casalino. Chi ogni giorno li vede insieme giura che tra i due l’affiatamento professionale non manchi. Eppure ieri il tema del passo indietro del portavoce è stato all’ordine del giorno. Conte ha coltivato l’idea di cambiare spin doctor, ma ha dovuto presto ricredersi. Attento com’è alla sua immagine, il premier si fida dell’esperienza di Casalino e – vista l’idiosincrasia dei pentastellati verso la stampa – non saprebbe dove trovare un sostituto gradito a Casaleggio, Grillo e compagni. Ma soprattutto, le regole d’ingaggio dell’incarico presidenziale, concordate a suo tempo con i vertici del M5S, prevedono la presenza di Casalino al suo fianco ventiquattr’ore su ventiquattro. L’ennesima tempesta sul portavoce ha messo in luce la fragilità del governo. Nel M5S è il caos. C’è chi attacca sottovoce Casalino per la sua presunta “ingenuità” e chi invece sospetta un piano, architettato per far vedere che anche il Movimento sa alzare la voce. La Lega, in campagna elettorale permanente, assiste a distanza e non sembra troppo preoccupata che la nuova bufera possa logorare gli alleati.

(Foto credits: Ansa)