Brexit, per Tusk il piano May non funzionerà. Ocse:«Europa a rischio», anche per colpa dell’Italia

di Gaia Mellone | 20/09/2018

Il vertice straordinario di Salisburgo sul tema migrazioni e sicurezza attacca Uk e Italia. Troppe questioni irrisolte e poche sicurezze, e a dargli ragione sono i dati rilasciati dall’Ocse, secondo cui la prosperità dell’Europa è «a rischio»,  messa a dura prova dal divorzio del Regno Unito e dalla gestione italiana dei migranti.

Brexit, Theresa May non si sente presa sul serio dai leader Ue

Deal or no deal“: questo è il vero grande dilemma che attanaglia il primo ministro britannico Theresa May. Durante la cena che anticipava l’incontro straordinario dei 27, il premier aveva annunciato che non avrebbe chiesto nessuna proroga ai negoziati, a cui sarebbe arrivata anche senza un accordo, difendendo le posizioni, che sottolinea essere «serie», avanzate questa estate. Il cosiddetto piano Chequeres non è assolutamente affidabile secondo i leader europei: «Non funzionerà – ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk durante la conferenza stampa al termine del vertice informale – se non altro perchè minerebbe il mercato unico dell’Ue».

Theresa May però non avrebbe nessuna intenzione di accettare la proposta dei leader europei di ripetere il referendum:«So che molti di voi non vogliono Brexit- avrebbe detto durante la cena del summit-  ma è importante essere chiari: non ci sarà un secondo referendum in Gran Bretagna. I cittadini britannici hanno votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea e lasceremo il 29 marzo 2019». La first minister del governo locale di Edimburgo Nicola Sturgeon invece dai microfoni della Bbc chiede un rinvio, perché  sarebbe «assolutamente sconsiderato» uscire dall’Unione Europea nella data stabilita senza un accordo stabilito per novembre.

Brexit, Tusk mette fretta «senza una proposta ad ottobre, il summit di novembre salta»

Theresa May ha anche ribadito che i negoziati non verranno prorogati, e che l’appuntamento straordinario stabilito per il 17 e 18 novembre resta una data ferma, anche se per allora il Parlamento inglese non avesse pronto un accordo. Di diversa opinione è Donald Tusk: «Senza un accodo di massima al vertice europeo di ottobre, non ci sarà il summit straordinario di novembre». Passi in avanti sono richiesti anche da Angela Merkel, secondo cui «senza un accordo di massima al vertice europeo di ottobre, non ci sarà il summit straordinario di novembre» e che rassicura sulla compattezza di tutti i leader europei sulle trattative condotte da Michel Barnier.

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Le questioni spinose sono sopratutto due: la gestione del confine irlandese e gli accordi commerciali tra Regno Unito ed Europa post divorzio. Sul primo punto, i leader europei vorrebbero raggiungere un accordo che permetta all’Irlanda del Nord di rimanere all’interno del mercato comune europeo e dell’unione doganale. Secondo il governo britannico però, questo non è possibile perché «non si può dividere il Regno Unito in due territori doganali» e ribadisce di non essere disposto a cedere, ma promette delle nuove proposte nel mese di ottobre. Sul tema commerciale però, ci sarebbe stata «qualche evoluzione positiva» secondo le dichiarazioni di Donald Tusk, che ha poi però aggiunto: «Non siamo d’accordo su tutto, ne’ possiamo fare concessioni su tutto: ci sono le quattro liberta’ fondamentali e il mercato unico, ecco perche’ non possiamo accettare l’accordo Chequers». Poche idee e ben confuse.

Ocse, Brexit e Italia mettono a rischio «la prosperità dell’Europa» e Di Maio interviene (da Facebook)

A gettare altra benzina sul fuoco ci pensa l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. La neocapo economista Laurence Boone, presentando l’Interim Outlook a Parigi, ha stabilito che l’Europa si trova di fronte a due sfide che ne impedirebbero la prosperità. «Il primo, è il Brexit. E’ molto importante arrivare ad un accordo che consenta di mantenere le relazioni più strette possibili tra Gran Bretagna e il resto dell’Ue – ha dichiarato – Poi c’è quello che sta accadendo in Italia, dove la crescita è debole e il debito elevato». Secondo Boone «Bisogna assolutamente continuare le riforme lanciate dal governo precedente – ha continuato nel suo discorso- E la spesa pubblica non deve servire a sostenere artificialmente la crescita con i consumi, ma puntare agli investimenti produttivi». La Boone avrebbe poi difeso la riforma Fornero:«Se si tratta di ridurre l’età pensionabile – ha affermato – sappiamo che questo non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani», e immediatamente è arrivata la secca replica di Luigi Di Maio che su Facebook ha invitato l’Ocse a «non intromettersi nelle scelte di un paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti. Il superamento della legge fornero è nel contratto e verrà realizzato. Quasi due terzi degli italiani sono con noi. I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l’impegno preso».  La valutazione qualitativa dell’ocre arriva dall’analisi dei dati secondo cui si prevede una crescita  dell’1,2 per cento quest’anno e dell’1,1 per cento per il prossimo. Valutazioni che mettono il nostro paese in linea con il taglio medio alla stima dell’Eurozona, che però cresce a una velocità quasi doppia rispetto all’Italia, appesantita da «tassi di interesse più alti, e dal rallentamento della creazione di posti di lavoro, che trattengono i consumi».

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Salisburgo, sul tavolo anche il tema dei migranti e Frontex con i dubbi di Giuseppe Conte

Angela Merkel ha comunicato alla stampa che è stato dato «un parere positivo sulla proposta Juncker per un rafforzamento di Frontex» ma continua dicendo che i leader europei si sono «poco occupati del tema della ridistribuzione perché era chiaro che non ci sarebbe stato nessun risultato». Il premier italiano Giuseppe Conte però non festeggia: «Potenziare Frontex nella misura progettata fino a 10 mila uomini a regime con una spesa di 11 miliardi e più, fa anche sorgere problemi sull’utilità di tale investimento». Il premier italiano, pur sostenendone la validità, esprime dei dubbi sull’utilità pratica di Frontex, aggiungendo che un tale dispiegamento di mezzi e uomini prefigurerebbe una invasione della sovranità nazionale: «Tutti gli Stati membri sono gelosi custodi delle prerogative della propria sovranita – ha dichiarato –  e l’Italia non é da meno». Però Conte rassicura che non ci sono tensioni con i leader europei sul tema immigrazione, anzi, «c’è molta considerazione per lo sforzo dell’Italia» e sul tema redistribuzione conclude dicendo: «Ho dato la mia parola pubblicamente. L’Italia riprenderà sino all’ultimo migrante assegnato in quota che dovesse riuscire a valicare i confini in modo irregolare».

(credit immagine:  EXPA/ Michael Gruber/Newspix/ABACAPRESS.COM)