«Riportatemi in Italia»: l’appello alla scuola italiana della 23enne bloccata in Pakistan senza documenti

di Gaia Mellone | 18/09/2018

I genitori l’hanno portata in Pakistan con la scusa di «andare a trovare i nonni e gli zii», poi l’hanno privata dei documenti e lasciata nel Paese. La ragazza, cresciuta in Italia, adesso chiede aiuto ai suoi vecchi compagni di scuola a Monza.

Già nel 2015 il padre della giovane, che al tempo frequentava la quarta superiore, le aveva vietato di andare a scuola, obbligandola a restare a casa. Una delle sue insegnati aveva cercato di contattarla per avere spiegazioni della sua assenza, senza riuscirci. Proprio a quell’insegnante ora la ragazza ha mandato una lettera, chiedendo aiuto per tornare in Italia. «Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui— ha scritto nella lettera spedita all’insegnante della scuola — mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via».

Con la scusa di una breve vacanza, la famiglia l’aveva portata a luglio portata nel suo paese natio, il Pakistan. Una volta arrivati le hanno tolto il passaporto e il permesso di soggiorno italiano. La famiglia è rientrata in Italia, lasciandola indietro. La ragazza ha racconta di trovarsi a casa di un ragazzo che ha conosciuto lì. «Ora vivo con lui, ma i miei genitori non vogliono, perché la cultura nel nostro Paese non permette alle donne di scegliere con chi stare –  ha raccontato al telefono, riporta il Corriere della Sera – Ho provato a chiedere aiuto alla mia ambasciata ma non mi hanno ascoltata, vi prego, voglio tornare in Italia, è lì che vedo il mio futuro».

L’istituto, quando ha ricevuto la lettera di richiesta di aiuto della ragazza ha denunciato quanto accaduto ai carabinieri e alla Procura di Monza. La documentazione relativa al sul caso è stata adesso trasmessa alla Prefettura di Monza e Brianza, con l’intenzione di farla arrivare al Ministero degli Esteri.

Mara Carfagna, «Intervenire subito con una legge contro il matrimonio forzato»

«La ragazza pakistana che ha chiesto aiuto alla scuola che aveva frequentato in Italia per salvarsi da un matrimonio forzato nel paese d’origine, squarcia ancora una volta il velo sulla insopportabile condizione di molte ragazze immigrate». Con queste parole Mara Carfagna, deputata di Forza Italia e Vicepresidente della camera dei deputati ha commentato in una nota la richiesta di aiuto lanciata dalla ragazza bloccata in Pakistan «Queste giovani crescono qui e imparano che in Italia le donne sono libere, possono studiare e vivere realizzando i loro desideri e i loro talenti. Abbiamo l’interesse e il dovere e di sostenere la loro libertà e integrazione. Chi le segrega, la rapisce, le costringe a sposarsi deve essere perseguito» continua nella nota la deputata. È necessario che lo Stato intervenga a difesa delle «bambine, ragazze e donne che subiscono pressioni e violenze anche estreme perché si pieghino a matrimoni combinati» e affinché questo succeda Mara Carfagna rende noto di aver «depositato una proposta di legge che vieta in Italia il matrimonio forzato, allinea il nostro Paese alla legislazione europea, punisce i colpevoli anche se il reato avviene fuori dal nostro territorio nazionale e offre protezione a chi si sottrae e denuncia» invitando ad una veloce calendarizzazione e discussione.

(Credit Immagine: © PPI via ZUMA Wire)

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