Taranto, consigliere lascia il M5S dopo l’accordo sull’Ilva: «Il Movimento ha tradito la città»

di Redazione | 12/09/2018

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L’accordo sull’Ilva e l’intesa con ArcelorMittal ha creato malumori nel Movimento 5 Stelle. Un consigliere comunale di Taranto, Massimo Battista, operaio del polo siderurgico ed ex delegato sindacale, già portavoce del comitato ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’ ha deciso di lasciare il M5S non condividendo la linea del capo politico e ministro di Sviluppo Economico e Lavoro Luigi Di Maio. «Il Movimento 5 Stelle ha tradito la città», sono le sue parole ripetute nelle stesse ore dell’annuncio dell’addio ai pentastellati. «Il M5S ha tradito l’elettorato di Taranto perché ha sempre parlato di chiusura dello stabilimento e di riconversione economica». E poi: «Mi rendo indipendente per rispetto delle 1.014 persone che hanno riposto fiducia in me».

Il consigliere comunale di Taranto che lascia il M5S dopo l’accordo sull’Ilva

«Ho sperato anch’io – ha spiegato Battista – che fosse finalmente arrivato il momento di iniziare a realizzare una Taranto libera dalla fonti inquinanti, fondata su quelle economie alternative che da decenni vengono sacrificate. Avrebbe richiesto anni di impegno ma con un governo alleato e non più nemico non sarebbe stato impossibile. Da diversi mesi, però, è evidente per me che le speranze nel Movimento Cinque Stelle sono state tradite. Da quando si è insediato il governo Conte». Il consigliere comunale ha anche criticato l’intesa di governo con Matteo Salvini: «Allearsi con un partito xenofobo e razzista come la Lega – ha detto l’operaio – ha segnato lo spartiacque tra un Movimento spontaneo, cresciuto dal basso, e un partito conservatore che soffia sulle paure della gente. Nonostante mi fosse chiaro ho voluto aspettare».

«Hanno criticato per anni le leggi salva Ilva»

Poi la delusione per le scelte di Di Maio: «Alla prova dei fatti – ha detto ancora il consigliere – hanno dimostrato di non voler mettere in discussione l’attuale economia della città procedendo in continuità con il precedente esecutivo. Un cambio di rotta che non è mai stato realmente condiviso con il territorio, con noi che siamo nelle istituzioni e che in esse rappresentiamo il 5 Stelle. Io, come i cinque parlamentari, abbiamo incontrato solo due volte Di Maio per parlare di Taranto e Ilva. Onorevoli e senatore tarantini non erano neanche stati informati la scorsa settimana dell’incontro tra sindacati, Mittal e Di Maio per raggiungere un accordo che garantisse la continuità produttiva e il passaggio al gruppo franco-indiano».

E ancora, sul cambio di passo rispetto alle vecchie proposte: «Lo stesso Movimento che per anni ha criticato le leggi salva Ilva, quelle che hanno permesso al più grande stabilimento siderurgico d’Europa di produrre dal 2012 pur sotto sequestro della Magistratura, nel resto d’Italia esulta per aver ‘salvato’ i posti di lavoro. Nei primi 100 giorni di governo non ha mosso un dito per cancellare almeno una di quelle leggi, sono ben 12, che fino a pochi mesi fa citavano ad esempio di come i partiti abbiano svenduto la salute dei cittadini di Taranto. Eppure basterebbe un decreto». Battista ha annunciato la decisione di aderire al gruppo misto in Consiglio comunale. Su Di Maio ora dice: «Non so se verrà a Taranto se verrà accolto bene».

(Immagine di Massimo Battista da video Facebook)