«Stanno cercando i migranti della Diciotti al Baobab»

di Gianmichele Laino | 07/09/2018

Baobab

«Poco fa, mentre seguivamo le notizie provenienti dallo sgombero di via Raffaele Costi, quattro blindati, un bus e sette macchine della Digos, sono arrivate al nostro presidio a piazzale Maslax (a Roma, ndr). Agenti in tenuta antisommossa hanno caricato di forza 17 ragazzi sul bus» – è questo il post su Facebook con cui i volontari dell’associazione Baobab hanno raccontato quello che si stava verificando al loro centro. Secondo quanto affermato nel post, la polizia starebbe cercando le persone sbarcate dalla nave Diciotti che si sono allontanate dal centro di Rocca di Papa nelle scorse ore.

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Baobab, il post con cui è stato annunciato l’intervento della Digos

Baobab, la polizia cerca i migranti della Diciotti

I ragazzi prelevati dalla Digos erano semplicemente in fila per poter beneficiare del presidio medico gratuito e volontario per migranti predisposto da Medici Senza Frontiere. Le forze dell’ordine sospettano che si possa trattare di alcuni dei migranti della Nave Diciotti che erano stati assegnati al centro di Rocca di Papa, dopo la loro esperienza a Catania, dove erano stati trattenuti a bordo della nave della Guardia Costiera per quattro giorni.

«Un’ulteriore mortificazione per queste persone – ha commentato Andrea Costa di Baobab – L’operazione della polizia si spiega solo con la volontà di dimostrare che hanno tutto sotto controllo. Bisognerebbe ammettere invece che queste persone vogliono solo transitare per l’Italia, che sono dirette altrove, nel Nord Europa».

In questo momento, riportano sempre i volontari dell’associazione, le 17 persone prelevate sono state trasportate all’ufficio immigrazione di via Patini, insieme a operatori legali e ad avvocati che cercheranno di difendere i diritti dei migranti.

In un aggiornamento successivo al post, il centro Baobab ha dichiarato che effettivamente alcuni migranti della nave Diciotti erano transitati dal loro centro provvisorio. Non si tratta, del resto, né di fuggitivi, né di ricercati. In un primo momento, i volontari hanno pensato di non rendere pubblico il loro passaggio all’interno del campo.

[FOTO pubblicata dall’account Facebook ufficiale del Baobab Experience]

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