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Chi sapeva che il ponte Morandi era a rischio? Ora c’è la lista con 13 nomi

Chi sapeva che il ponte Morandi crollato a Genova il 14 agosto scorso aveva problemi? A tre settimane dalla tragedia che ha causato la morte di 43 persone spunta un elenco di 13 nomi di dirigenti di Autostrade per l’Italia, Spea  o Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che erano a conoscenza delle criticità del viadotto. La lista è finita sulla scrivania del pm insieme alla relazione con la quale i consulenti della Procura hanno escluso che la struttura sia venuta giù per un attentato o un fulmine. Le 13 persone indicate erano informate dal 2015 dei rischi. Si tratta di coloro che da tre anni avevano visto passare dal loro ufficio documenti, mail, progetti e comunicazioni varie. Ne parlano Giuseppe Filetto e Fabio Tonacci su Repubblica.

La lista di chi sapeva dei rischi del ponte Morandi, dirigenti di Autostrade, Spea e Ministero

L’elenco è stato consegnato ai magistrati dagli uomini della Guardia di Finanza, che nei giorni scorsi ha sequestrato materiale informatico e cartaceo nelle sedi di Autostrade, Mit e Spea, società di Atlantia che si occupa dei progetti della rete autostradale. Sono tre i nomi del ministero nella lista: il direttore generale della Vigilanza Vincenzo Cinelli, il capo della Divisione tecnico-operativa della rete autostradale Bruno Santoro, il responsabile della Divisione analisi e investimenti Giovanni Proietti. Per quanto riguarda invece Autostrade: il presidente del cda Fabio Cerchiai, l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore centrale Operation Paolo Berti, il direttore del Primo Tronco di Genova Stefano Marigliani e il direttore delle Manutenzioni e degli Interventi Michele Donferri. Poi i nomi di Spea, di chi ha lavorato al monitoraggio del ponte: l’amministratore delegato Antonino Galatà, il responsabile del progetto di retrofitting Massimiliano Giacobbi, il capo del piano sicurezza Massimo Bazzanelli. La lista viene completata, infine, dal provveditore alle Opere pubbliche Roberto Ferrazza e dal capo dell’Ufficio ispettivo territoriale del Mit che ha sede a Genova Carmine Testa.

Ai 13 nomi va aggiunta anche una lista di altre 12 persone che prima del 2015 avevano avuto responsabilità nei vari enti interessati alla tutela della sicurezza. La Guardia di Finanza non ha trasmesso alcuna notizia di reato. Tra le altre ipotesi i magistrati valutano l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti di ufficio.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / LUCA ZENNARO)