Le promesse di M5S e Lega? «Ci costerebbero 75 miliardi»

di Redazione | 03/09/2018

m5s

Dopo le stime effettuate circa tre mesi fa alla presentazione del contratto di governo, ritornano, a poche settimane dalla discussione sulla legge di Bilancio, i calcoli sul costo delle promesse di M5S e Lega, che intendono accelerare su un taglio delle tasse attraverso una flat tax, introduzione del reddito di cittadinanza e modifiche alla legge Fornero. In un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera (di Enrico Marro) l’economista Carlo Cottarelli indica un costo di circa 75 miliardi. L’ex commissario alla spending review sottolinea l’importanza di tenere i conti pubblici in ordine e abbassare il deficit per evitare nuovi picchi dello spread, quindi boccia le affermazioni di Luigi Di Maio, secondo il quale «non possiamo star dietro a un’agenzia di rating e poi pugnalare alle spalle gli italiani».

Quanto costano le promesse di M5S e Lega: Cottarelli stima 75 miliardi

«Il modo migliore per proteggere gli italiani – sono le parole di Cottarelli – è evitare crisi tipo quella del 2011, che si ripercuotono sulle fasce sociali più deboli. Osservo che tra il 10 maggio e il 31 agosto del 2011 lo spread era salito di 129 punti, da 162 a 291: nello stesso periodo di quest’anno l’aumento è stato di 150 punti, da 138 a 289. Anche se la situazione non è per fortuna quella del 2011 perché l’economia sta crescendo e il livello dei tassi è più basso, non si può stare tranquilli». Poi, sui costi delle promesse M5S-Lega: «La flat tax – dice ancora Cottarelli – costerebbe da sola 50 miliardi. Le misure per superare la Fornero circa 8 miliardi, il reddito di cittadinanza altri 17 miliardi. In tutto parliamo di circa 75 miliardi di euro. Finanziare queste riforme strutturali ricorrendo a un aumento del deficit non avrebbe senso, perché significherebbe andare a chiedere prestiti a investitori che già pretendono interessi più alti sui nostri titoli di Stato. Insomma, se uno mi dice ‘ce ne freghiamo delle agenzie di rating e aumentiamo il deficit’ poi mi deve spiegare dove trova chi ci presta i soldi’».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)