Di Maio revoca (parziale) Autostrade
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Autostrade, l’inversione di marcia del M5S: si pensa a revoca solo per la A10

Tanto tuonò che potrebbe non piovere. La delicata questione – dal punto di vista economico e non solo – della revoca integrale delle concessioni ad Autostrade per l’Italia, con annessa nazionalizzazione, offre ogni giorno nuovi scenari che rivoluzionano quanto detto fino a qualche istante prima. Oggi il quotidiano La Stampa racconta dei diversi passi indietro di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle, che penserebbe a una revoca solamente per la gestione del tratto autostradale della A10.

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Questione di opportunità. Come racconta La Stampa, l’obiettivo di Luigi Di Maio, dopo aver sparato alto per poi fare quotidiani passi indietro, sarebbe quello di evitare lo scontro totale con Autostrade per l’Italia che porterebbe il governo a conseguenze molto negative sia dal punto di vista economico che da quello giuridico. La traiettoria del piano di Di Maio, secondo quanto riportato dal quotidiano torinese, sarebbe questo: «Il punto di caduta deve essere almeno la revoca della concessione della A10».

Di Maio revoca parziale della Concessione, si pensa alla sola autostrada A10

Dalla revoca integrale a quella parziale. Niente strappo, ma una trattativa con Autostrade che ha l’obiettivo di contrattare una concessione più favorevole ai cittadini, cercando di ottenere – per il futuro – delle tariffe più basse di quanto lo sono al momento. Ma non c’è solo questo. All’attenzione del Movimento 5 Stelle ci sono anche le inchieste sulle responsabilità di alcuni dirigenti del Ministero dei Trasporti, confermati da Danilo Toninelli nel suo mandato, alla luce delle notizie uscite nelle ultime settimane.

Di Maio revoca integrale non più necessaria

L’ipotesi rilanciata da La Stampa, che sembra piacere molto anche al premier Giuseppe Conte, di una trattativa tra Stato e Autostrade eviterebbe diverse grande all’Esecutivo. Dopo aver parlato tanto e a lungo di nazionalizzazione, revoche coatte delle concessioni e di responsabilità univoche, il Movimento 5 Stelle fa i conti con la realtà dei fatti. I proclami a caldo non possono essere programmi di governo, perché per guidare un Paese occorre arrivare a compromessi. Come hanno fatto gli altri.

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)