Donna assalita da clandestino e ridotta in fin di vita: la bufala diffusa su Facebook

di Enzo Boldi | 30/08/2018

Cristina Macchi

Altro giro, altra corsa. Il mondo delle bufale sul web si arricchisce di un nuovo capitolo. Come racconta il debunker David Puente sul proprio blog, l’ultima falsa notizia a esser stata pubblicata e diffusa – con un’ampia cassa di risonanza su Facebook, è la storia di tal Cristina Macchi, una donna che sarebbe stata picchiata e ridotta in fin di vita da un clandestino. Il post condiviso sui social mostra anche due foto della donna con il volto gonfio in un letto di ospedale.

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Come riporta David Puente sul proprio blog, il post è stato pubblicato su Facebook il 29 agosto dalla pagina «Buona e Sincera, ma Quando Serve Bastarda» e condiviso da oltre 7mila persone in meno di 20 ore. Il commento a corredo della foto – in cui viene scritto «Questa è Cristina Macchi di Varese ed è stata assalita da un clandestino che l’ha ridotta così. Condividi se lo vuoi in galera» – è ancora più agghiacciante: «Chissà se tutti quelli che hanno manifestato ieri al porto di Catania hanno figli».

Cristina Macchi, la donna «italiana» mai picchiata da un clandestino

La realtà, però, è che si tratta di una bufala. Costruita anche male. La donna nelle foto si chiama Christy Mack, pornostar statunitense aggredita l’8 agosto 2014 dal suo ex fidanzato Jon Koppenhaver. L’uomo, un ex lottatore, era soprannominato «War Machine». La donna fu rapita e torturata dall’ex compagno. Durante il ricovero in ospedale, le vennero riscontrate 18 microfratture intorno agli occhi, una frattura al naso, una costola fratturata, alcuni denti rotti e mancanti, danni al fegato e lividi su tutto il corpo. L’uomo fu condannato all’ergastolo – con possibilità di libertà condizionale dopo 36 anni – nel 2017.

Cristina Macchi e la bufala che alimenta l’odio xenofobo

La pagina «Buona e Sincera, ma Quando Serve Bastarda», alla ricerca di indignazione attraverso la condivisione di una notizia palesemente falsa, ha di fatto italianizzato il nome della donna per produrre una bufala in grado di enfatizzare l’odio nei confronti dei migranti.

(foto di copertina da falsa notizia pubblicata su Facebook)