Michael Cohen
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Trump: «Se cercate un buon avvocato non rivolgetevi a Michael Cohen»

«Se qualcuno sta cercando un buon avvocato, suggerirei fortemente di non rivolgersi ai servizi di Michael Cohen». Su Twitter arriva la prima reazione di Donald Trump alla dichiarazione di colpevolezza del suo ex avvocato personale, che lo ha accusato di avergli chiesto di pagare il silenzio di due donne su presunti affaire col tycoon per evitare danni in campagna elettorale.

L’ex avvocato ha raggiunto un accordo per una dichiarazione di colpevolezza nell’inchiesta per frode. Ha patteggiato. Il prossimo passo potrebbe essere una collaborazione nell’inchiesta sul Russiagate guidata dal procuratore speciale Robert Mueller. Nell’ammissione di colpevolezza per 8 reati Cohen ha testimoniato davanti ai magistrati come Trump gli abbia ordinato di commettere un reato, mentendo sui pagamenti alla pornostar e organizzando due pagamenti per il loro silenzio prima della campagna presidenziale.

«Mi sento molto male per Paul Manafort – ha spiegato TRump . e la sua meravigliosa famiglia. La ‘giustizia’ ha preso un vecchio caso riguardante le tasse di 12 anni fa, tra le altre cose, mettendo una tremenda pressione su di lui che, al contrario di Michael Cohen, si è rifiutato di ‘rompere’, inventando storie per ottenere un ‘accordo’. Tanto rispetto per un uomo coraggioso!».

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COHEN PRONTO PER IL RUSSIAGATE

«Michael Cohen è a conoscenza di alcune informazioni che dovrebbero interessare il procuratore speciale ed è ben felice di dire al procuratore speciale tutto quello che sa», ha dichiarato Lanny Davis, l’avvocato che ha seguito l’ex legale personale del presidente durante i complessi negoziati. Sottolineando che Cohen dopo l’accordo di ieri «è libero di dire la verità» che costituisce «una minaccia per il presidente degli Stati Uniti», Davis – che è stato uno degli avvocati che difese Bill Clinton ai tempi del Sexgate e del conseguente impeachment – ha fatto capire, in un’intervista la notte scorsa alla Msnbc, che avrebbe molto da dire a Robert Mueller. «Non solo sulla ovvia possibilità di un complotto teso alla collusione ed corrompere il sistema democratico americano nelle elezioni del 2016, ma anche informazioni sui crimini di hackeraggio e sul fatto che Trump sapesse o no in anticipo e si sia anche felicitato», ha dichiarato il legale.

Insomma, to be continued.

 

(Credit Image: © Bryan Smith via ZUMA Wire)