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Autostrade sapeva dal 2011: «Il Ponte Morandi è a rischio inagibilità, c’è un intenso degrado»

La società Autostrade 7 anni fa già era a conoscenza dell’intenso degrado del ponte Morandi e parlava espressamente di «rischio inagibilità» della struttura. È quanto emerge da un documento del progetto ‘Gronda’ che ipotizzava addirittura la dismissione del viadotto crollato lo scorso 14 agosto perché sottoposto a sollecitazioni troppo intense. Ne parla oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Francesco Ridolfi e Ferruccio Sansa.

Ponte Morandi, già nel 2011 Autostrade parlava di «intenso degrado» e «rischio inagibilità»

In uno studio presentato da Autostrade nel 2011, nella procedura di Valutazione di impatto ambientale per la costruzione della ‘Gronda’ autostradale ligure, si legge: «Il traffico provoca un intendo degrado della struttura del viadotto Morandi, in quanto sottoposta a ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua. La sua eventuale dismissione per inagibilità e per situazioni temporanee di blocco dovute a incidenti stradali, costituiscono dunque un grave rischio per il traffico autonomo regionale». Poche parole che dimostrano come la società fosse consapevole delle condizioni precarie del ponte. Ovviamente il testo non dimostra che fosse stato previsto il cedimento del viadotto, ma – rileva Il Fatto – potrebbe essere utile alla Procura di Genova, che cerca i primi documenti in cui si parla «dell’intenso degrado» della struttura crollata e di «ingenti sollecitazioni».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / LUCA ZENNARO)