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Dentro la Lega: da Giorgetti a Zaia, chi è contro la statalizzazione

Lo aveva proposto Toninelli e Matteo Salvini aveva concordato: dopo il disastro del Ponte Morandi e le scandalose responsabilità di Autostrade per L’Italia, è necessario nazionalizzare Autostrade. Anzi, sarebbe pure «conveniente: ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi, da utilizzare per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade», aveva dichiarato il Ministro dei Trasporti. E il Leader della Lega l’aveva seguito a ruota:«stiamo studiando e lavorando. Sono a favore di una sana compresenza tra pubblico e privato» e compie l’endorsement a nome di tutto il partito. Ma potrebbe aver parlato troppo presto.

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Nazionalizzazione e Salvini, il primo stop dal fedelissimo Giorgetti

Tra i primi a frenare gli entusiasmi, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti che, a margine di un intervento al CL di Rimini, si è detto «non persuaso» dalla proposta di nazionalizzazione, aggiungendo che «non è detto che la gestione dello Stato garantisca maggiore efficienza». La discussione però «si farà», e almeno su questo punto non ci sono dubbi. Il fedelissimo di Salvini ha poi aggiunto in conferenza stampa la necessità «di mettere mano a una manutenzione radicale delle infrastrutture del Paese» evidenziando che «non è soltanto una questione di soldi, è un sistema anche di procedure, alcune di queste si sono dimostrate teoricamente bellissime ma concretamente impossibili da applicare, come il codice degli appalti che dovrà essere sostanzialmente e radicalmente rivisto».

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Nazionalizzazione e Salvini, cauto anche Zaia

Prima di nazionalizzare allora, bisognerebbe mettere mano alle fondamenta del sistema. La pensa cosi anche Luca Zaia che stamane ha dichiarato:«Le scelte non spettano a me, ma il tema della statalizzazione della rete autostradale non mi entusiasma». Secondo il presidente del Veneto «se si decidesse di fare questo passo, deve essere chiaro che, a regole invariate il pubblico è più efficiente del privato, per cui l’operazione rischierebbe di essere un flop». Bisogna essere «meno ipocriti» e ammettere che intraprendendo una strada come quella della statalizzazione «un nuovo patto sociale con i cittadini» sarebbe d’obbligo. Zaia evidenzia tutti i cambiamenti che sarebbe necessario fare «dalle procedure, alla burocrazia, agli stipendi da dare ai manager di cui il pubblico dovrebbe dotarsi». E se i cambiamenti dovessero andare in porto, allora si, la statalizzazione potrebbe essere una buona idea: «Il pubblico funziona se si modificano le regole, altrimenti non funziona» ha concluso Zaia.

Nazionalizzazione e Salvini, la proposta del M5S che potrebbe mettere tutti d’accordo

Annusando le divisioni interne alla Lega, il Movimento 5 Stelle ha proposto una “via di mezzo” che potrebbe riappacificare gli animi. La proposta arriva dal sottosegretario M5S Dell’Orco, in un’intervista de La Stampa: «Tra le idee della Lega e quelle del Movimento la soluzione potrebbe essere quella mediana: una nazionalizzazione graduale». Un percorso che mira alla nazionalizzazione totale, ma che va avanti a piccoli passi, per permettere tutte le modifiche necessarie. Passo per volta «si potrebbero riportare sotto la gestione dello Stato alcuni tratti della rete autostradale» e il punto di inizio potrebbe essere proprio l’A10 ligure, continua Dell’Orco. E il resto? per ciò che rimane, si potrebbe «adottare un sistema di concessioni ai privati o a un privato unico», ma in maniera molto diversa dallo stato attuale delle concessioni. Dell’Orco infatti continua sottolineando che in questa nuova gestione il controllo dello Stato dovrebbe essere «più stringente». Tutte le soluzioni sono ancora al vaglio, ma questa «potrebbe essere quella su cui lavorare per mettere d’accordo le parti». Senza fretta, perché le cose per essere fatte bene devono essere fatte con calma, e per il momento «aspettiamo che arrivi la risposta di Autostrade per L’Italia sui dubbi che riguardano una sia inadempienza nella manutenzione di Ponte Morandi – continua dell’Orco- Dubbi che a noi sembrano piuttosto evidenti».

(Credit Imagine di copertina: © Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire)