La tragedia del torrente Raganello, escursionisti travolti: 10 morti

di Redazione | 20/08/2018

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Sono 10 i morti provocati dalla piena del torrente Raganello che ieri in Calabria, nel Parco del Pollino, nel territorio di Civita, piccolo comune in provincia di Cosenza, ha travolto alcuni gruppi di escursionisti. Sono più di venti le persone tratte in salvo: alcune sono state trasportate in ospedale, tra loro anche una bambina di 8 anni, trasferita a Cosenza con un elicottero dei Vigili del fuoco per ipotermia. Nella serata di ieri è stato portato in salvo anche un altro bambino. I ricoverati sono più di una decina, a Castrovillari, Cosenza e Rossano. (Ultimo aggiornamento alle ore 13.30 del 21 agosto)

La piena del torrente Raganello, 10 morti

Lo straripamento del Raganello che ha travolto il gruppo di escursionisti è avvenuto a monte del cosiddetto ‘Ponte del Diavolo‘. Ieri in tutta la provincia cosentina, le condizioni meteo sono migliorate solo in serata dopo ore di pioggia e vento. Tra le persone rimaste ferite c’è anche un cittadino olandese che ha riportato la frattura del bacino. Diversi escursionisti sono stati medicati sul posto. Le salme delle vittime sono state portate ieri sera nella palestra comunale di Civita. Davanti all’edificio si è radunata una folla di parenti e amici. «Abbiamo complessivamente 44 persone coinvolte, 23 sono state salvate per opera dei Vigili del Fuoco in particolare, e devo ringraziarli fino in fondo, senza riportare ferite significative, 11 sono feriti e quindi ricoverati e 10 ci hanno lasciato», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

 

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I nomi delle vittime

Le 10 vittime della tragedia del Raganello provenivano da 5 regioni. Ecco l’elenco ufficioso: Paola Romagnoli, Bergamo, 1963, ricercatrice universitaria; Antonio de Rasis, 1986, Trebisacce (Cosenza); Gianfranco Fumarola, 1975; Martina Franca (Taranto); Maria Immacolata Marrazzo, 1975, Ercolano (Napoli); Carmela Tammaro, 1977, Napoli; Antonio Santopaolo, 1974, Napoli; Miriam Mezzolla, 1991, Taranto; Carlo Maurici, 1983, Roma; Valentina Venditti, 1984, Roma; Claudia Giampietro, 1987, Conversano (Bari).

Tre dispersi trovati vivi

I gruppi di escursionisti travolti erano in gran parte provenienti da Brescia, Bergamo e Milano. Nella piazza di Civita, trasformata nel luogo del dolore per i morti nella tragedia, nella serata di ieri si alternavano urla strazianti di dolore a dirette tv e via vai di ambulanze e mezzi di soccorso. Sorretta da alcune persone, una donna, la moglie di una delle vittime, ha urlato il proprio dolore dopo il riconoscimento del corpo del marito. Tra le centinaia di persone ancora presenti a testimoniare il dolore ed il cordoglio per quanto accaduto anche frammenti di racconti di eroismo e solidarietà.

 

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(Foto: ANSA / VIGILI DEL FUOCO)

 

In un primo momento era stata data notizia di 11 morti nella tragedia. Poi la Protezione civile regionale ha rivisto il numero delle vittime. A causare l’errore, secondo il capo della Protezione civile regionale Carlo Tansi, «è stata una sovrapposizione di informazioni nel corso della notte». Era stata data notizia anche di tre persone disperse. I 3 dispersi sono stati poi rintracciati, in buone condizioni. Si tratta di tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni. Si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un’amica che attraverso un twitter ha informato le forze dell’ordine dicendo «sono vivi». Non è escluso però che ci siano altri dispersi non segnalati. «Al 99,9% non ci sono più dispersi tra le persone coinvolte dalla piena del torrente Raganello», ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, assieme al prefetto di Cosenza Paola Galeone, dopo il ritrovamento dei dispersi, al termine della riunione del Comitato per l’ordine pubblico che si è svolta nel municipio di Civita.

Bimba di 8 anni vicino a un cadavere

Chiara, la bambina di 8 anni salvata ieri, è stata trovata vicino a un cadavere. A riferirlo è stato il dirigente medico dell’elisoccorso regionale Calabria Pasquale Gagliardi, che l’ha soccorsa. «Era semicosciente ma in evidente stato di choc. L’abbiamo trovata accanto ad un cadavere e da quello che ho saputo in seguito, quasi certamente i genitori sono tra le vittime», ha raccontato il soccorritore.

Inchiesta per omicidio colposo

La Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. A riferirlo è stato il procuratore Eugenio Facciolla. Al momento non è stata disposta l’autopsia sui corpi delle vittime. «Il primo pensiero – ha detto Facciolla – è salvare più gente possibile e poi identificare le vittime. Nel pomeriggio valuteremo». I corpi, comunque, presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua.

«Disastro annunciato»

Secondo la testimonianza di un buon conoscitore e frequentatore della zona delle Gole del Raganello «quello che è accaduto» può essere definito «un disastro annunciato». «Questo posto – ha dichiarato – era diventato un luna park. Non è possibile vedere bambini con infradito che si avventurano per i sentieri e donne con vestiti da spiaggia». «Abbiamo soccorso due ragazze napoletane che erano riuscite a risalire. Erano in stato di shock e sono arrivate fino a noi scalze e con segni di tagli provocati dalle rocce. Hanno raccontato di una situazione ‘terrificante’».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ANTONIO IANNICELLI)