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La ‘lite’ al telefono tra Salvini e Toninelli sull’approdo della nave Diciotti

Una accesa discussione telefonica tra i ministri dell’Interno Matteo Salvini e il titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli sul destino della nave Diciotti con 177 immigranti a bordo. È un retroscena raccontato oggi dal quotidiano Repubblica in un articolo a firma di Tommaso Ciriaco. Il leader della Lega e l’esponente M5S avrebbero avuto due telefonate complicate durante le quali sarebbero emerse divergenze su come affrontare l’impasse.

Migranti, la ‘lite’ al telefono tra Salvini e Toninelli sull’approdo della nave Diciotti

Il governo, che non ha dato autorizzazione all’imbarcazione di attraccare nei nostri porti, concorsa sulla linea dura in materia di immigrazione. Ma le posizioni sul destino della Diciotti sono diverse. «È stato un errore intervenire in acque Sar maltesi», avrebbe detto il vicepremier a Toninelli. Il ministro delle Infrastrutture non ha condiviso:

«Così mi metti in difficoltà – è la replica del grillino – avevano l’obbligo di soccorrere chi rischiava il naufragio». Il braccio destro di Luigi Di Maio ricorda gli imperativi della legge del mare e i rischi anche penali di chi non interviene. Fa presente che non si può lasciare all’infinito senza un approdo una nave della Marina. E mentre i due duellano attorno al corpo militare che dipende dal ministero delle Infrastrutture, Palazzo Chigi prova a risolvere il caso prima che la vicenda sfugga del tutto di mano. A metà giornata la Farnesina compie un passo formale e scrive alla Commissione europea. Chiede a nome del governo di risolvere il problema della distribuzione dei migranti. «È il momento che anche Bruxelles si assuma le proprie responsabilità», fa sapere Giuseppe Conte.

Toninelli, insomma, condivide la linea di Salvini sui migranti ma non quella sulla Guardia Costiera. «Non possiamo lasciare all’infinito la nostra nave fuori dai porti», è il suo ragionamento.

(Foto di copertina da archivio Ansa)