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Legge sull’aborto bocciata in Argentina, ma il fazzoletto verde continuerà a sventolare

La conquista dei diritti umani, oggi, subisce una battuta d’arresto. La legge sulla liberalizzazione dell’aborto in Argentina, che era stata approvata alla Camera, è stata bocciata al Senato, con 38 voti contrari e 31 favorevoli. Il testo avrebbe garantito un’interruzione di gravidanza legale, sicura e gratuita entro la 14esima settimana. Il popolo delle donne in Argentina resta, però, sul piede di guerra.

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Legge aborto Argentina non approvata: la protesta continua

I fazzoletti verdi – diventati il simbolo della battaglia per l’aborto legale – continueranno a sventolare. La Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito è un percorso iniziato nel 2005 e, ne siamo certi, proseguirà anche nei prossimi mesi. Non si tratta soltanto di una battaglia di civiltà, ma di un vero e proprio scontro sociale all’interno della delicata situazione politica ed economica dell’Argentina.

L’aborto nel Paese sudamericano, al momento, è permesso soltanto in caso di stupro o di grave situazione di pericolo per la donna. Chi invece prova a interrompere la gravidanza in altre circostanze rientra immediatamente nella fattispecie dell’aborto clandestino: una pratica per cui si rischia di essere incriminate e, addirittura, messe in carcere.

Legge aborto Argentina, un processo politico

La riflessione che va fatta, al di là della negazione di un diritto basilare in uno Stato moderno, riguarda le tappe che hanno segnato questa battaglia politica. Il corpo delle donne è stato brutalmente utilizzato come scudo dal presidente argentino Mauricio Macri, contrario all’aborto, per portare all’attenzione dell’opinione pubblica un dibattito volto a distrarre il Paese dai reali problemi della crisi economica che sta attraversando.

Duole constatare che tutto questo è stato fatto a discapito delle donne, negando loro un diritto basilare, continuando a trattare l’aborto come un vero e proprio crimine e – di fatto – incentivando il mercato delle interruzioni di gravidanza clandestine, una vera e propria mattanza che è causa di decine di morti all’anno.

(Credit Image: © Marcelo Chello via ZUMA Wire)