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L’attacco online a Mattarella del 27 maggio partì anche su Facebook

L’attacco online contro Sergio Mattarella, tra il 27 e il 28 maggio, dopo il no del presidente della Repubblica alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia, partì anche su Facebook. È quanto emerge dalle ultime ricostruzioni sull’offensiva via social network che colpì il capo dello Stato nelle stesse ore in cui il leader del Movimento 5 Stelle chiedeva la sua messa in stato d’accusa, l’impeachment.

L’attacco online a Mattarella (con 400 profili fake su Twitter) partì anche su Facebook

Quella notte furono creati su Twitter circa 400 profili fake per rilanciare il messaggio ‘Mattarella dimettiti‘ e l’hashtag ‘#mattarelladimettiti‘. Sul caso ora sta indagando la procura di Roma, per attentato alla libertà del presidente della Repubblica e offesa all’onore e al prestigio del capo dello Stato. È chiaro che nell’attacco ci sia stato qualcosa di strutturato, visto che l’elenco dei profili ha caratteristiche comuni per il ricorso a combinazioni numeriche nei nomi e nel tipo di post rilanciati. Come spiegato anche ieri ai parlamentari in un’audizione al Copasir dal direttore dei nostri servizi di intelligence Alessandro Pansa non ci sono evidenze che dietro l’offensiva ci siano troll russi. Le tracce portano a un sistema automatico di creazione di profili con una sponda estera, per evitare di essere rintracciati. Poi, spiegano Giuliano Foschini e Fabio Tonacci su Repubblica, la tempesta si propagò anche su Facebook:

Ne è un’esempio la pagina “Sergio Mattarella non è il mio presidente”, 31.000 like, che in quelle ore creava post cliccatissimi in cui definiva “traditore” il presidente della Repubblica e ne chiedeva le dimissioni. La pagina non è una mosca bianca, ma risulta legata a un network di altre pagine (“Liberi e indipendenti” 126.000 like; ” Fatti Italiani”, 10.000 like; ” Grande Cocomero classic”, 314.000 like) che condividono i post di stampo sovranista di una pagina “madre”: mag24. es. Esiste anche la relativa pagina Facebook.

La domanda nasce spontanea. Chi c’è dietro quelle pagine fan? Con quale obiettivo? Per conto di chi?

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / UFFICIO STAMPA / PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA)