I legami dei reclutatori di mercenari in Ucraina, pronti alla rivoluzione armata, con Lega e Fratelli d’Italia

di Redazione | 02/08/2018

mercenari italiani Ucraina

Prima gli addestramenti nei boschi, al freddo, per potersi adattare al clima. Poi il combattimento vero e proprio, accanto ai ribelli filo-russi in Ucraina. Ci sono anche sei mercenari italiani tra loro, per i quali nella giornata di ieri è scattato l’ordine d’arresto. Il sistema era molto semplice: una rete di reclutatori metteva in contatto le persone che avevano manifestato il loro interesse ad appoggiare la causa filo-russa nel Donbass, per poi farli partire alla volta del Paese per mettere in pratica i loro propositi.

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Mercenari italiani Ucraina, le intercettazioni

Secondo le intercettazioni – rivelate dal quotidiano La Stampa -, tra questi c’era anche chi si era dichiarato pronto a una rivoluzione armata persino in Italia: «Ogni volta che sparo a un ucraino – avrebbe detto – immagino che sia un politico dell’Unione Europea». Insomma, non proprio dichiarazioni da analizzare in maniera superficiale.

Mercenari italiani Ucraina, legami con Fratelli d’Italia e Lega

Sempre il quotidiano La Stampa, poi, parla di presunti legami tra i reclutatori di questi mercenari e due dei principali partiti dell’universo sovranista italiano, ovvero la Lega e Fratelli d’Italia. Uno di loro, ad esempio, avrebbe rapporto con l’associazione Lombardia-Russia, guidata da esponenti leghisti. Un altro reclutatore, invece, avrebbe frequenti contatti con una ex candidata di Fratelli d’Italia a una elezione municipale di Roma, successivamente diventata la linea di contatto tra la Lega e CasaPound attraverso il movimento «Sovranità».

Ma i legami non si fermerebbero qui. Nelle carte dell’inchiesta, sarebbero inseriti degli incontri tra uno di questi reclutatori e un consigliere regionale piemontese di Fratelli d’Italia, così come uno dei combattenti filo-Putin in Ucraina sarebbe il figlio di una militante di lungo corso della Lega, per diverso tempo segretaria cittadina del Carroccio. Ovviamente, non si tratta di elementi penalmente rilevanti, ma che fanno comprendere bene il retroterra delle persone coinvolte in questa vicenda.

Al momento, tre persone nei confronti delle quali è stato emesso l’ordine d’arresto risultano irreperibili, altre tre sono in carcere. Il loro compenso per il combattimento accanto alle milizie filo-Putin in Ucraina si aggirava intorno ai 400 dollari al mese.

FOTO ANSA/ CARABINIERI DEL ROS