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Inseguito e picchiato ad Aprilia, muore marocchino sospettato di essere un ladro

Un marocchino di 43 anni è morto nella notte tra il 28 e il 29 luglio dopo esser stato inseguito e picchiato ad Aprilia, comune alle porte di Latina, da due italiani. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, era sospettato di essere un ladro e i due cittadini italiani – al momento fermati, a piede libero, dai Carabinieri con l’accusa di omicidio preterintenzionale – hanno iniziato il folle inseguimento in macchina fino allo schianto e alle percosse. L’autopsia chiarirà se a causare la morte del presunto ladro siano stati i colpi inferti o l’impatto dell’auto con il muretto della via Nettunense.

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I due «improvvisati giustizieri», facevano parte della cosiddetta «passeggiata della legalità», una ronda organizzata dagli stessi cittadini di Aprilia per provvedere alla sicurezza delle proprie zone. Secondo le ricostruzioni, intorno alle 2 di notte del 29 luglio, un gruppo di abitanti residenti in via Guardapasso – con tanto di bambini al seguito – hanno notato una vettura sospetta aggirarsi per il quartiere, già colpito da alcuni furti nelle ultime settimane: una Renault Megane con a bordo due uomini che, all’improvviso, ha accelerato sgommando via.

Aprilia, la ronda auto-organizzata e il folle inseguimento sulla Nettunense

Insospettiti ancor di più da quella manovra, tre uomini della ronda sono saliti sulla propria auto iniziando un vero e proprio inseguimento. Pochi chilometri dopo, la Renault con a bordo i due sospettati è andata a schiantarsi contro un muretto della via Nettunense e, mentre il passeggero – che poco dopo si costituirà ai Carabinieri – riusciva a fuggire allontanandosi dal luogo dell’impatto, il guidatore è stato raggiunto dagli uomini della ronda ed è stato colpito. Il marocchino 43enne è stato ritrovato riverso in terra senza vita a pochi passi dalla propria auto e gli uomini dell’Arma, secondo i primi rilievi, ritengono che a causare le ferite letali non sia stato lo schianto, ma i colpi inferti da due dei tre uomini partiti all’inseguimento. Per questo, per i due italiani, è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di omicidio preterintenzionale. A bordo della Renault Megane è stato ritrovato uno zainetto con dentro alcuni attrezzi per lo scasso.

Aprilia, la ronda auto-organizzata e i casi di violenza nelle ultime settimane

I fatti di Aprilia sono il nono caso – da inizio giugno – di stranieri diventati bersaglio di «giustizia fai da te» in Italia, la maggior parte dei quali ha visto protagonisti immigrati che non avevano commesso alcun reato. Da Caserta ad Aprilia, passando per Napoli, Latina, Roma, Partinico, Cassola e Aversa, l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che chiedeva all’Italia di non diventare un far west sembra essere passato inosservato.

(foto di copertina: Archivio Ansa)

 

 

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